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Peg Perego, due interessi per il sito di San Donà di Piave

16/07/2026

Peg Perego, due interessi per il sito di San Donà di Piave

Un’offerta non vincolante e una manifestazione di interesse sono state presentate per lo stabilimento Peg Perego di San Donà di Piave, dove lavorano attualmente 54 persone. I primi risultati della ricerca di un nuovo soggetto industriale sono emersi durante il tavolo convocato il 15 luglio al ministero delle Imprese e del Made in Italy, dedicato alla riorganizzazione e alle prospettive del gruppo.

Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti delle Regioni Veneto e Lombardia, del Comune di San Donà di Piave, dell’azienda e delle organizzazioni sindacali Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil. Presenti anche Confindustria Veneto Est, Assolombarda e Vertus, l’advisor incaricato di individuare un’impresa interessata a subentrare nel sito produttivo veneziano.

Obiettivo: trovare un nuovo investitore entro il 2026

Il percorso avviato da Peg Perego riguarda la riorganizzazione complessiva dell’azienda e coinvolge sia lo stabilimento di San Donà di Piave sia il polo di Arcore, in Lombardia. Nel sito veneziano risultano occupati 54 lavoratori, mentre nello stabilimento brianzolo l’organico indicato è di 213 addetti.

Le istituzioni, le parti sociali e i vertici aziendali hanno condiviso la necessità di garantire la continuità produttiva e salvaguardare l’occupazione attraverso un processo di reindustrializzazione. La ricerca è stata affidata a un advisor specializzato, incaricato di contattare imprese potenzialmente compatibili con le caratteristiche dello stabilimento e con le competenze presenti al suo interno.

Secondo quanto illustrato durante il tavolo, dopo i primi sessanta giorni di attività è stata raccolta un’offerta non vincolante, affiancata da una manifestazione di interesse. Entrambe le proposte sono ancora sottoposte a verifiche e approfondimenti, senza che sia stata definita una trattativa conclusiva.

Contattate circa 50 aziende nel mese di giugno

Nel corso di giugno, Vertus avrebbe contattato circa 50 aziende considerate potenzialmente interessate al sito di San Donà di Piave. Con alcune di queste realtà sarebbero ancora in corso scambi di informazioni utili a valutare la sostenibilità industriale, economica e occupazionale di un possibile subentro.

L’obiettivo dichiarato è individuare un nuovo soggetto industriale entro la fine del 2026. Nel frattempo, l’attività dello stabilimento prosegue, mentre il confronto tra azienda, ministero, amministrazioni regionali e sindacati continuerà per seguire l’evoluzione delle interlocuzioni.

L’assessore regionale allo Sviluppo economico, Massimo Bitonci, ha spiegato che la priorità resta la tutela dei posti di lavoro e la prosecuzione della produzione nel sito veneziano. La Regione Veneto intende mantenere aperto il coordinamento con il Mimit e con gli altri soggetti coinvolti, verificando i progressi della ricerca e le condizioni poste dagli eventuali investitori.

Nuovo tavolo ministeriale fissato per l’8 settembre

Il prossimo incontro al ministero delle Imprese e del Made in Italy è stato programmato per l’8 settembre. Entro quella data potranno essere disponibili ulteriori elementi sull’offerta già presentata, sulla manifestazione di interesse e sui contatti ancora attivi con le imprese selezionate.

Il tavolo dovrà inoltre valutare le garanzie occupazionali, la continuità delle lavorazioni e la solidità del progetto proposto dall’eventuale subentrante. Per i rappresentanti regionali, la reindustrializzazione dovrà essere costruita attorno a un piano capace di assicurare prospettive durature allo stabilimento e ai suoi dipendenti.

La situazione resta quindi aperta: i primi segnali di interesse indicano l’avvio concreto della ricerca, ma il percorso richiede ulteriori verifiche prima di arrivare alla selezione di un investitore e alla definizione degli accordi industriali.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.