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Veneto, operativo il Fondo Montagna da 3 milioni di euro

31/07/2026

Veneto, operativo il Fondo Montagna da 3 milioni di euro

Il Fondo regionale per la Montagna diventa operativo con una dotazione complessiva di 3 milioni di euro per il triennio 2026-2028. La Giunta del Veneto ha approvato la delibera che stabilisce criteri di accesso, modalità di ripartizione delle risorse e principi per la selezione dei progetti destinati allo sviluppo economico e sociale delle aree montane.

Lo strumento, istituito per la prima volta con la legge regionale 3 del 2026, dispone di un milione di euro per ciascuna annualità. Le risorse saranno utilizzate per rafforzare i servizi, sostenere le famiglie e le comunità locali, migliorare il welfare territoriale e contrastare lo spopolamento dei Comuni montani.

Un milione di euro all’anno fino al 2028

Con l’approvazione della delibera, la Regione può procedere alla pubblicazione dell’avviso rivolto ai soggetti individuati dalla legge. Il provvedimento definisce il quadro operativo entro il quale dovranno essere presentate e valutate le proposte.

“La montagna veneta dispone finalmente di uno strumento dedicato e permanente”, ha dichiarato l’assessore regionale alla Montagna, Dario Bond. Secondo l’assessore, l’istituzione del Fondo costituisce una scelta politica precisa, mentre la disciplina approvata dalla Giunta permette ora di trasformare lo stanziamento in interventi concreti.

Il Fondo nasce con una prospettiva strutturale e non legata a un’unica annualità. L’obiettivo dichiarato è consolidare nel tempo le politiche rivolte ai territori più fragili, offrendo agli enti locali una base finanziaria per programmare iniziative capaci di produrre effetti duraturi.

Premiati i progetti con maggiore impatto locale

La selezione terrà conto della capacità delle proposte di rispondere ai bisogni delle comunità. Saranno valorizzati gli interventi rivolti al sostegno delle famiglie, al miglioramento dei servizi essenziali, alla tenuta sociale dei piccoli centri e alla creazione di condizioni favorevoli per chi sceglie di vivere e lavorare nelle zone montane.

L’assessore agli Enti locali, Marco Zecchinato, ha spiegato che il sistema premierà i progetti caratterizzati da una ricaduta significativa sul territorio. Tra i criteri previsti figura anche il cofinanziamento da parte degli enti proponenti, considerato uno strumento utile per ampliare la capacità economica degli interventi e responsabilizzare i soggetti coinvolti.

La ripartizione dovrà inoltre assicurare un equilibrio tra le diverse aree montane del Veneto, evitando una concentrazione delle risorse in pochi territori. La Regione potrà sostenere direttamente anche iniziative ritenute di particolare interesse per lo sviluppo complessivo della montagna veneta.

Priorità ai Comuni esclusi dal Fondo di Confine

Una specifica premialità sarà riconosciuta ai Comuni montani che non ricevono finanziamenti dal Fondo Comuni di Confine. La scelta punta a garantire condizioni più eque nell’accesso alle risorse regionali, compensando la diversa disponibilità di strumenti economici tra le amministrazioni locali.

Gli interventi finanziati potranno riguardare servizi pubblici, welfare, opportunità occupazionali, iniziative economiche e progetti capaci di rendere più attrattivi i territori. Particolare attenzione sarà riservata alle nuove generazioni, con misure che favoriscano il lavoro, l’accesso ai servizi e la possibilità di costruire un percorso personale e professionale nelle aree montane.

“Le politiche per la montagna hanno senso se riescono a dare prospettive soprattutto ai giovani”, ha aggiunto Bond. Per la Regione, il Fondo dovrà sostenere la continuità delle comunità, rafforzandone le potenzialità economiche, ambientali e sociali e offrendo agli enti uno strumento destinato a consolidarsi nelle prossime annualità.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.