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Veneto, il NUE 112 entra nella fase Next-Generation

11/09/2026

Veneto, il NUE 112 entra nella fase Next-Generation

Il Veneto accelera sull’attuazione del Numero Unico Europeo per le Emergenze 112 e avvia la fase dedicata alla nuova infrastruttura digitale Next-Generation 112. Il progetto prevede il superamento delle linee telefoniche tradizionali, l’introduzione di sistemi tecnologici più integrati e la realizzazione di due nuove Centrali Uniche di Risposta a Venezia e Verona.

Il modello consentirà ai cittadini di utilizzare un solo numero per chiedere aiuto in caso di emergenza. La chiamata sarà presa in carico dalla Centrale Unica di Risposta, che identificherà la richiesta e la inoltrerà alla struttura competente: emergenza sanitaria, Carabinieri, Polizia di Stato o Vigili del Fuoco.

Un sistema unico per coordinare i soccorsi

La tecnologia Next-Generation 112 permetterà di gestire le comunicazioni in modo più flessibile e di migliorare il collegamento tra le Centrali Uniche di Risposta e le centrali operative di secondo livello. Il nuovo assetto sarà progettato anche per affrontare le situazioni caratterizzate da un numero elevato di chiamate contemporanee.

“Con il progetto del NUE 112 il Veneto sta costruendo un sistema di gestione delle emergenze capace di utilizzare le nuove tecnologie per rendere più efficace la risposta del soccorso”, ha dichiarato il presidente della Regione Stefani. Il percorso coinvolge istituzioni, forze dell’ordine, sistema sanitario e soccorso tecnico, con l’obiettivo di garantire ai cittadini una risposta rapida, coordinata e qualificata.

L’assessore regionale delegato al progetto, Filippo Giacinti, ha ricordato che il sistema regionale già consente la localizzazione autonoma del chiamante. Il tempo medio di arrivo dei mezzi di soccorso sanitario è inferiore ai 18 minuti, in linea con gli indicatori previsti dai Livelli essenziali di assistenza.

Il nuovo modello, ha spiegato Giacinti, dovrà collegare in modo più efficace tutti i soggetti chiamati a intervenire nelle emergenze. La realizzazione richiederà investimenti tecnologici e organizzativi e seguirà una tabella di marcia con entrata a regime prevista nel 2028.

Gara per la tecnologia e nuove dotazioni informatiche

Il 24 agosto si è conclusa la raccolta delle manifestazioni di interesse per la fornitura della componente tecnologica del sistema. Il prossimo passaggio prevede la predisposizione del capitolato e l’avvio della gara d’appalto.

Parallelamente, ULSS 3 Serenissima sta preparando il capitolato e il bando per completare le dotazioni informatiche necessarie al funzionamento della rete. L’azienda sanitaria ha inoltre istituito un’Unità di Progetto dedicata e sta modificando il proprio atto aziendale per inserire la nuova UOC CUR NUE 112.

La struttura organizzativa dovrà garantire il collegamento tra le Centrali Uniche di Risposta e gli operatori incaricati della gestione delle diverse emergenze. L’obiettivo è rendere omogenee le procedure e facilitare lo scambio delle informazioni durante gli interventi.

Le due Centrali Uniche di Risposta a Venezia e Verona

Procede anche la progettazione delle sedi operative. A Venezia è stato definito il progetto di massima ed è stato affidato l’incarico per la progettazione esecutiva. A Verona, invece, è stata confermata la disponibilità dell’area dell’Ex Scuola Americana, sulla quale proseguiranno le attività progettuali.

La scelta di due sedi consentirà di distribuire le funzioni operative e di garantire maggiore continuità nella gestione delle chiamate. La progettazione degli spazi dovrà tenere conto delle esigenze tecnologiche, della sicurezza degli operatori e della necessità di assicurare l’operatività anche in caso di eventi con molte richieste simultanee.

Definiti i criteri per lo smistamento delle chiamate

Il modello organizzativo è stato definito da un tavolo coordinato dalla Prefettura di Venezia. Ai lavori hanno partecipato Questura, Arma dei Carabinieri, Vigili del Fuoco, Capitaneria di Porto e Polizia Locale.

Il gruppo ha concluso l’elaborazione dei criteri per la ripartizione delle chiamate tra le centrali operative competenti. La definizione delle procedure rappresenta uno dei passaggi necessari per assicurare uniformità nella risposta e una corretta assegnazione degli interventi.

Fino all’attivazione completa delle nuove Centrali Uniche di Risposta, prevista per il 2028, resterà operativo il modello transitorio “112 NUE 2009 integrato”. In questa fase la presa in carico iniziale delle chiamate continuerà a essere affidata all’Arma dei Carabinieri.

“La tecnologia è fondamentale, ma serve anche una macchina organizzativa capace di lavorare come un unico sistema”, ha aggiunto Giacinti. Il progetto proseguirà attraverso il coinvolgimento coordinato di tutti gli enti impegnati nel soccorso e nella sicurezza del territorio.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.