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Veneto, piogge sotto media a giugno: fiumi in forte calo

06/07/2026

Veneto, piogge sotto media a giugno: fiumi in forte calo

In Veneto il mese di giugno si è chiuso con 85 millimetri medi di precipitazione, contro una media climatica 1991-2020 pari a 100 millimetri. Il deficit registrato è quindi del 15%, in un quadro idrologico che resta segnato da apporti inferiori alla norma anche sul periodo più lungo: da ottobre a giugno, nell’anno idrologico 2025-2026, le precipitazioni stimate sul territorio regionale si fermano a 611 millimetri, pari a un calo del 26% rispetto alla media di riferimento.

Dolomiti più calde e neve ormai esaurita

Il dato pluviometrico si accompagna a un mese particolarmente caldo in quota. Sulle Dolomiti giugno ha registrato temperature superiori di circa 3 gradi rispetto alla media climatica, risultando il quarto giugno più caldo dal 1991. Le condizioni termiche hanno accelerato la fusione della neve residua dell’inverno, portando a fine mese a un sostanziale esaurimento della risorsa idrica nivale.

La scomparsa della neve in quota pesa sul bilancio idrico della stagione estiva, perché riduce il contributo graduale che normalmente alimenta torrenti, fiumi e bacini montani nelle settimane più calde. Il quadro diventa quindi più delicato proprio nella fase in cui cresce la domanda d’acqua per usi agricoli, civili e ambientali.

Serbatoi ancora sostenuti, ma volumi in diminuzione

Nei principali serbatoi veneti i volumi invasati risultano ancora sostenuti, ma il segnale di calo è già evidente. Per il bacino del Piave la diminuzione è iniziata dalla seconda decade di giugno, mentre per il Brenta la flessione è risultata marcata soprattutto nella parte finale del mese.

Anche le falde dell’alta pianura mostrano valori sensibilmente inferiori alla media. I livelli restano comunque ben al di sopra dei minimi storici registrati nel 2022, anno che continua a rappresentare il riferimento più critico per la siccità recente. Il confronto indica una situazione da monitorare con attenzione, pur senza raggiungere, al momento, le condizioni estreme osservate quattro anni fa.

Portate dei fiumi molto sotto le medie storiche

A fine giugno le portate dei maggiori fiumi veneti risultano molto inferiori ai valori medi storici. Il Po segna un calo del 70%, l’Adige del 60%, mentre Bacchiglione e Brenta registrano riduzioni rispettivamente del 60% e del 53%. Nei corsi d’acqua montani le diminuzioni variano tra il 30% e il 45%.

Le medie mensili restano in generale superiori a quelle del 2022, ma la combinazione tra precipitazioni sotto la norma, caldo in quota e fusione ormai completata della neve evidenzia un progressivo restringimento della disponibilità idrica. Il Veneto entra così nella fase centrale dell’estate con un bilancio da seguire passo dopo passo, soprattutto per i bacini più esposti al calo delle portate e alla pressione dei consumi stagionali.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.