Venezia ricorda Alfredo Albanese, ucciso dalle Brigate Rosse
14/05/2026
La Polizia di Stato ha ricordato questa mattina, martedì 12 maggio, il vice questore aggiunto Alfredo Albanese, ucciso dalle Brigate Rosse il 12 maggio 1980 a Mestre. La commemorazione si è svolta alle 8.30 nella caserma della Questura di Venezia intitolata al funzionario, alla presenza del prefetto Darco Pellos, del questore Antonio Sbordone, della vedova Teresa Friggione, del figlio Alfredo Albanese e delle autorità civili e militari della provincia.
L’omaggio nella Questura di Venezia
La cerimonia si è aperta con la deposizione di un omaggio floreale, a nome del Capo della Polizia, davanti alla lapide collocata nel corridoio dell’Ufficio di Gabinetto della Questura. Alla commemorazione hanno partecipato dirigenti, funzionari, personale della Polizia di Stato e dell’Amministrazione civile dell’Interno, insieme ad alcuni rappresentanti provinciali delle organizzazioni sindacali.
Il ricordo di Albanese è stato inserito in una giornata più ampia, pensata per unire memoria istituzionale, partecipazione civile e coinvolgimento delle nuove generazioni. Dopo la cerimonia in Questura, agli impianti sportivi comunali di via Castellana, a Zelarino, si è disputata la finale della 43ª edizione del Torneo di calcio dedicato al vice questore aggiunto. In campo le squadre della Polizia Locale e dei Vigili del Fuoco, vincitrici dei rispettivi gironi eliminatori.
Accanto alla manifestazione sportiva sono stati allestiti stand dimostrativi e informativi sulle attività della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco e della Polizia Locale di Venezia. Circa 130 studenti dell’Istituto Comprensivo “G. Galilei - Martini” di Scorzè e Peseggia hanno preso parte all’iniziativa con i loro insegnanti, assistendo anche a dimostrazioni degli artificieri e agli approfondimenti curati da personale specializzato.
Il messaggio agli studenti: difendere la democrazia
Nel suo intervento conclusivo, il questore di Venezia Antonio Sbordone ha ricordato come Venezia e il Veneto siano stati tra i territori più colpiti dalla stagione del terrorismo, pagando un prezzo altissimo in termini di vite e ferite civili. Sbordone ha rivolto un pensiero alla vedova e al figlio di Albanese, sottolineando come, a 46 anni dall’omicidio, la figura del funzionario resti per la Polizia di Stato e per i giovani un riferimento di democrazia e legalità.
Particolarmente intenso anche l’intervento di Teresa Friggione, vedova Albanese, che si è rivolta agli studenti presenti ricordando che la democrazia, anche quando è stata conquistata, deve essere continuamente coltivata e difesa. Friggione ha richiamato la memoria degli anni di piombo e il ruolo decisivo della società civile, capace di opporsi al progetto criminale delle Brigate Rosse e di contribuire al loro isolamento.
Alla giornata ha preso parte anche il giornalista Adriano Favaro, già capocronista e caporedattore del quotidiano “Il Gazzettino”, che all’epoca dell’omicidio seguì la cronaca nera e il terrorismo in Veneto. Dopo il suo intervento si sono svolte le premiazioni delle squadre partecipanti e dei Vigili del Fuoco, vincitori del torneo.
Da Trani alla Digos di Venezia
Alfredo Albanese nacque a Trani il 9 gennaio 1947. Dopo la laurea in giurisprudenza entrò nell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza nel 1975 e, nell’aprile dello stesso anno, prese servizio alla Questura di Venezia, dove gli fu affidata la dirigenza del Terzo Distretto di Polizia di Mestre.
Nel 1979 venne trasferito alla Digos della Questura veneziana, alla guida della sezione antiterrorismo. Fu impegnato in numerose indagini legate all’eversione, tra cui quelle sull’omicidio di Sergio Gori, vicepresidente della Montedison di Marghera, ucciso il 29 gennaio 1980.
La mattina del 12 maggio 1980, appena uscito di casa in centro a Mestre, Albanese fu assassinato da un gruppo di terroristi delle Brigate Rosse. Morì durante il trasporto all’Ospedale Civile “Umberto I” di Mestre, lasciando la moglie Teresa in attesa del loro primo figlio.
L’omicidio fu rivendicato dalle Brigate Rosse con una telefonata anonima e poi con un volantino lasciato in un cestino dei rifiuti nel centro storico veneziano. Gli autori furono successivamente individuati e arrestati al termine di indagini che portarono alla scoperta di covi a Jesolo e Udine. Ad Alfredo Albanese è stata conferita la Medaglia d’oro al Valor Civile alla memoria.
Una cerimonia commemorativa si è svolta anche a Jesolo, alle 9.45, davanti al cippo posto nell’area antistante la scuola media “G. D’Annunzio” in via Nausicaa, a Jesolo Lido, con la partecipazione del sindaco, del vicario del questore di Venezia, delle autorità civili e militari e del dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza.
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