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Vinitaly, Veneto e Masaf rinnovano l’intesa con i Carabinieri Forestali per ambiente e legalità

14/04/2026

Vinitaly, Veneto e Masaf rinnovano l’intesa con i Carabinieri Forestali per ambiente e legalità

A Vinitaly il Veneto sceglie di legare uno dei suoi appuntamenti fieristici più rappresentativi a un atto politico e amministrativo dal forte valore operativo. Nella giornata del 13 aprile, il presidente della Regione Alberto Stefani e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida hanno sottoscritto a Verona il rinnovo della Convenzione tra Regione Veneto e Masaf, alla presenza del generale di brigata Francesco Pennacchini, comandante della Regione Carabinieri Forestale Veneto. L’accordo punta a rafforzare la collaborazione istituzionale in una serie di ambiti che toccano da vicino la sicurezza del territorio, la tutela ambientale e la difesa delle filiere produttive.

La firma consolida un rapporto già esistente e lo proietta sul triennio 2026-2028, definendo con maggiore precisione responsabilità, strumenti di coordinamento e aree di intervento. Il protocollo, infatti, non si limita a ribadire un principio di cooperazione tra enti, ma disegna un quadro operativo che coinvolge prevenzione degli incendi boschivi, vigilanza sul patrimonio agro-silvo-pastorale, tutela della fauna selvatica, presidio delle aree protette e contrasto agli illeciti ambientali.

In una regione dove paesaggio, agricoltura e risorse naturali hanno un peso determinante anche sul piano economico, la scelta di investire su una collaborazione strutturata con i Carabinieri Forestali assume un valore strategico.

Un’intesa operativa per presidiare ambiente, boschi e filiere

Il cuore della Convenzione sta nella sua articolazione concreta. Il primo asse riguarda la prevenzione degli incendi boschivi e le attività collegate alla protezione civile. Il protocollo prevede sorveglianza nelle aree a rischio, supporto investigativo per individuare eventuali responsabilità, partecipazione ai tavoli tecnici regionali e iniziative di informazione e sensibilizzazione. È un capitolo particolarmente rilevante in una fase in cui il tema della vulnerabilità ambientale richiede un presidio più continuo e strumenti di intervento sempre più coordinati.

Il secondo ambito investe la tutela del patrimonio agro-silvo-pastorale. Qui la collaborazione si traduce in vigilanza e controllo in materia forestale, monitoraggio del patrimonio boschivo, verifica delle attività di taglio, controllo sulla produzione e commercializzazione dei materiali forestali, supporto tecnico agli operatori del settore e contributo alla difesa fitosanitaria.

Rientrano nello stesso perimetro anche la tutela degli alberi monumentali e le attività di rilevazione statistica, elementi che mostrano quanto la gestione del patrimonio naturale non sia soltanto materia di conservazione, ma anche di conoscenza, pianificazione e accompagnamento tecnico.

Fauna selvatica, bracconaggio e grandi carnivori al centro del protocollo

Una parte particolarmente sensibile dell’accordo riguarda la tutela della fauna e la sicurezza. Sono previste attività congiunte per la vigilanza nelle aree protette e nei siti della rete Natura 2000, il contrasto al bracconaggio e agli illeciti contro la fauna selvatica, la prevenzione dell’uso di esche avvelenate, la collaborazione con le aziende sanitarie per la prevenzione delle malattie animali e il controllo sulla tracciabilità delle carni da selvaggina. Si tratta di un impianto che tiene insieme legalità ambientale, salute pubblica e corretta gestione delle risorse naturali.

All’interno di questo quadro trova spazio anche un focus specifico sui grandi carnivori, tema che negli ultimi anni ha assunto una crescente rilevanza nelle aree montane e rurali. La Convenzione prevede il monitoraggio degli esemplari, la gestione delle emergenze, l’accertamento dei danni da predazione, l’eventuale captivazione permanente degli animali ritenuti problematici e attività di formazione rivolte alle polizie provinciali.

La Regione rivendica in questo passaggio un approccio improntato all’equilibrio tra tutela della biodiversità e sicurezza delle comunità locali, provando a collocare una materia spesso segnata da tensioni dentro un quadro tecnico e amministrativo più definito.

Per rendere effettive le attività previste, il Veneto ha stanziato 120.000 euro complessivi per il biennio 2026-2027, con possibilità di rifinanziamento per il 2028 e con l’eventuale aggiunta di ulteriori risorse per interventi straordinari. L’investimento, pur misurato, dà sostanza a una scelta politica chiara: rafforzare il presidio del territorio attraverso una collaborazione stabile tra istituzioni regionali, amministrazione statale e Carabinieri Forestali.

Più che una semplice intesa tecnica, il protocollo si presenta dunque come uno strumento di governo del territorio, costruito per rendere più efficace il controllo, più rapido l’intervento e più saldo il legame tra sostenibilità, legalità e sicurezza.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.