Veneto, confermato il Numero Verde Antitratta: 1,8 milioni per il servizio fino al 2028
15/04/2026
La Regione Veneto conferma il proprio ruolo nel contrasto alla tratta di esseri umani e nel sostegno alle vittime, scegliendo di proseguire anche per il prossimo biennio nella gestione del Numero Verde Nazionale Antitratta. Con una delibera di Giunta, approvata su proposta dell’assessore al Sociale Paola Roma, l’amministrazione regionale ha espresso l’interesse a continuare questa attività dal 15 giugno 2026 al 14 giugno 2028, nell’ambito di un nuovo accordo di collaborazione con il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Per la realizzazione delle attività è previsto un finanziamento di 1,8 milioni di euro. La decisione consolida una funzione che il Veneto svolge dal 2021 e che nel tempo ha assunto un peso crescente, sia per il supporto operativo offerto alle vittime e alle istituzioni, sia per la capacità del servizio di leggere e documentare l’evoluzione dei fenomeni legati alla tratta e allo sfruttamento.
Un presidio nazionale che unisce ascolto, orientamento e analisi
Il Numero Verde nazionale, attivo al 800.290.290, è operativo dal 2000 su iniziativa del Dipartimento per le Pari Opportunità. Dal 2021 la gestione è affidata alla Regione Veneto, che lo ha strutturato come un call center sociale capace di affiancare i progetti antitratta attivi in tutta Italia. Il servizio non si limita a raccogliere segnalazioni o richieste di aiuto, ma svolge un ruolo di orientamento, facilitazione e raccordo tra soggetti istituzionali, operatori e vittime.
Accanto alla funzione di contatto diretto, il Numero Verde agisce anche come osservatorio nazionale, elaborando rapporti e documenti di analisi sulla tratta e sullo sfruttamento lavorativo in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova. Questa doppia natura, operativa e conoscitiva, ne fa uno strumento particolarmente rilevante in un ambito in cui la capacità di intercettare i segnali e comprendere le trasformazioni del fenomeno è essenziale quanto l’intervento immediato.
Più digitale, più integrazione, più attenzione allo sfruttamento lavorativo
Il nuovo programma approvato dalla Giunta introduce alcune innovazioni significative. Tra queste, lo sviluppo e l’integrazione dei canali digitali per rafforzare le attività di informazione e sensibilizzazione, l’adeguamento del sistema informatizzato SIRIT per la raccolta dei dati sulla tratta in raccordo con Istat e la progettazione di forme di cooperazione operativa con i servizi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sul fronte dello sfruttamento lavorativo.
È proprio questo ambito a emergere con particolare forza nei dati più recenti. Secondo quanto evidenziato dall’assessore Paola Roma, ogni anno il Numero Verde riceve oltre 400 richieste. Nel 2024 ha gestito 1.520 chiamate pertinenti provenienti da tutta Italia, con un aumento del 31% rispetto all’anno precedente, trainato soprattutto dai casi di sfruttamento lavorativo. In crescita anche le richieste di aiuto e di uscita, aumentate del 9,3%, un dato che segnala una maggiore emersione spontanea delle vittime e una più ampia capacità del servizio di essere riconosciuto come punto di riferimento affidabile.
Nella lettura della Regione, il progetto si inserisce in una strategia più ampia che comprende anche iniziative come N.A.V.I.G.A.Re. e Common Ground, rafforzando una rete di interventi che unisce prevenzione, emersione, presa in carico e supporto alle persone sfruttate. Nei prossimi passaggi il Veneto avvierà una procedura di co-progettazione per individuare partner del Terzo settore con cui definire il Piano generale di gestione e dare attuazione alle attività previste.
Il rinnovo della gestione del Numero Verde non rappresenta dunque soltanto una continuità amministrativa. È la conferma di un presidio che, dentro un quadro complesso e in costante mutamento, tiene insieme ascolto, analisi e risposta operativa, offrendo alle vittime un canale di accesso e alle istituzioni uno strumento essenziale per leggere e contrastare un fenomeno che continua a interrogare il sistema pubblico sul piano sociale, giuridico e umano.
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