Caregiver in Veneto, Anap: oltre 600mila assistono persone fragili
24/08/2026
In Veneto sono oltre 600 mila i caregiver familiari che ogni giorno assistono una persona fragile o non autosufficiente, un impegno che durante l’estate può diventare ancora più pesante per la riduzione o la sospensione di alcuni servizi di supporto. A richiamare l’attenzione sul tema è Anap Confartigianato Persone Veneto, che chiede maggiori risorse per assistenza domiciliare, strutture residenziali e servizi sociosanitari, insieme a un intervento nazionale sulla non autosufficienza.
In Veneto oltre 328 mila anziani non autosufficienti
Secondo i dati richiamati dall’associazione, nella regione si stimano oltre 328 mila persone con più di 65 anni non autosufficienti, una parte consistente delle quali viene assistita direttamente all’interno del proprio nucleo familiare.
Il presidente di Anap Confartigianato Persone Veneto, Severino Pellizzari, sottolinea come nei mesi estivi il carico possa aumentare a causa della minore disponibilità di alcuni servizi. L’associazione segnala inoltre che un anziano non autosufficiente riceverebbe mediamente in Italia circa 16 ore di assistenza domiciliare all’anno, valore confrontato da Anap con le circa 150 ore indicate per la Danimarca.
Il lavoro di cura continua a ricadere soprattutto sulle donne: oltre il 60% dei caregiver sarebbe di sesso femminile. Le analisi regionali citate dall’organizzazione indicano inoltre che l’attività di assistenza familiare riguarda quasi quattro adulti su dieci. Tra le persone occupate, più di una su tre si prenderebbe cura di un familiare, mentre tra i pensionati il rapporto arriverebbe a circa uno su due.
Popolazione anziana in aumento verso il 2050
Il tema è destinato ad assumere un peso maggiore anche per l’evoluzione demografica. Il Veneto conta circa 4,85 milioni di abitanti e presenta, secondo i dati riportati da Anap, un indice di vecchiaia del 203%. Entro il 2050 gli over 65 potrebbero superare il 34% della popolazione regionale, accompagnati da un aumento rilevante anche delle persone con più di 80 anni.
Per Anap questo scenario richiede una programmazione capace di rafforzare i servizi prima che la crescita della domanda di assistenza produca ulteriori pressioni sulle famiglie. La Regione Veneto ha già avviato un percorso per riconoscere e sostenere formalmente la figura del caregiver familiare all’interno del sistema sociale e sanitario.
Pellizzari chiede però che il processo venga completato con tempi definiti e risorse adeguate. Secondo il presidente dell’associazione, il Veneto può assumere un ruolo di riferimento nelle politiche dedicate ai caregiver, ma una risposta efficace richiede anche un quadro nazionale stabile.
Per il 2027 proposta da oltre un miliardo sul welfare
Tra le iniziative richiamate dall’organizzazione figura il Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, promosso da 61 organizzazioni della società civile. La proposta prevede per il 2027 un primo investimento di 1.047,8 milioni di euro, inserito in un percorso triennale destinato a rafforzare i servizi e ridurre le differenze territoriali nell’assistenza.
Anap chiede che la Legge di Bilancio 2027 intervenga anche sulle risorse destinate alle RSA, all’assistenza domiciliare e ai servizi sociosanitari. Secondo Pellizzari, l’aumento dei costi sostenuti dalle strutture e dagli operatori rischia, in assenza di finanziamenti adeguati, di tradursi in una riduzione dei servizi disponibili oppure in maggiori spese a carico delle famiglie.
La richiesta è quindi quella di aggiornare tariffe e finanziamenti in relazione ai costi effettivi di gestione, assicurando continuità ai servizi territoriali e residenziali utilizzati dalle persone non autosufficienti.
Colf e badanti, 173 mila lavoratori regolari in meno dal 2021
Le difficoltà riguardano anche il settore del lavoro domestico. Secondo i dati citati da Anap, dal 2021 il numero di colf e badanti regolarmente registrati è diminuito di 173 mila unità. Più di un quarto degli addetti ha almeno 60 anni, mentre soltanto l’1,6% avrebbe meno di 25 anni.
Per l’associazione, la combinazione tra invecchiamento della popolazione, riduzione degli addetti disponibili e crescita delle esigenze assistenziali rende necessario aumentare l’offerta di assistenza domiciliare e rafforzare la rete residenziale. Pellizzari ribadisce inoltre che il riconoscimento del caregiver deve tradursi in servizi e sostegni concreti, evitando che la famiglia venga chiamata a sostituire stabilmente le funzioni del sistema pubblico di welfare.
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