Costampress, tavolo in Regione: salta Accursia, si cercano nuovi partner
22/04/2026
La crisi della Costampress di Scorzè torna al centro del confronto istituzionale in Veneto, in una fase che viene definita particolarmente delicata per il futuro dell’azienda della pressofusione di leghe leggere, che occupa oltre cento addetti. Il tavolo regionale convocato oggi dall’Unità di crisi aziendali ha fotografato una situazione complessa: da una parte un’impresa che, sotto il profilo gestionale, viene considerata ancora dotata di competenze e potenzialità industriali; dall’altra il venir meno del sostegno economico della proprietà, elemento che rischia di compromettere il percorso di continuità aziendale.
Al tavolo sindacati, azienda e commissario giudiziale
All’incontro erano presenti l’amministratore unico della società, le organizzazioni sindacali Fiom Cgil e Fim Cisl con i rappresentanti dei lavoratori, oltre a uno dei due commissari giudiziali del Procedimento unitario avviato nel novembre 2025. L’assenza che ha pesato maggiormente, però, è stata quella del fondo Accursia, già finito nel mirino della Regione per il mancato rispetto degli impegni assunti in precedenti sedi istituzionali.
A sottolinearlo è stato l’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci, che ha parlato di un passaggio grave, osservando come questa volta il fondo non si sia nemmeno presentato al tavolo di crisi. Una scelta che, secondo l’assessore, impone una riflessione più ampia, anche oltre i confini regionali, sul ruolo di questi operatori finanziari e sulla necessità di criteri più stringenti per valutarne affidabilità, trasparenza, rispetto degli impegni e responsabilità industriale.
Azienda in equilibrio gestionale ma senza sostegno finanziario
Il quadro delineato dalla Regione mette in evidenza una contraddizione netta. Costampress, secondo quanto emerso, sarebbe stata riportata in equilibrio sul piano gestionale e manterrebbe competenze industriali significative, soprattutto nel comparto automotive, un settore che continua a rappresentare uno degli snodi produttivi più rilevanti per l’azienda. Questo patrimonio tecnico e professionale viene considerato ancora spendibile in un’ottica di rilancio.
Il problema, però, si concentra sul versante economico e finanziario. La proprietà avrebbe infatti fatto venir meno il proprio sostegno, aprendo una frattura che mette a rischio il concordato preventivo che si stava delineando. In questo scenario, la priorità si sposta ora sulla ricerca di soggetti industriali in grado di subentrare e sostenere un percorso di continuità, evitando che la crisi precipiti verso esiti più pesanti per lo stabilimento e per l’occupazione.
Manifestazioni di interesse ancora da formalizzare
Secondo quanto riferito dall’assessore Bitonci, esistono al momento alcune manifestazioni di interesse che potrebbero offrire una base per il rilancio della società, anche se non sono ancora state formalizzate. Si tratta dunque di contatti e disponibilità che dovranno tradursi rapidamente in proposte concrete, in una fase in cui i tempi diventano decisivi per tenere aperta la prospettiva industriale.
La Regione insiste sul fatto che un percorso di rilancio sia già stato avviato, ma la sua tenuta dipenderà dalla capacità di dare solidità finanziaria a un progetto che, senza un supporto esterno affidabile, rischia di restare incompiuto. Il nodo centrale resta dunque quello di trovare interlocutori in grado non solo di mostrare interesse, ma di assumersi responsabilità precise e immediate.
La Regione punta alla continuità, nuovo tavolo a maggio
Il messaggio che arriva da Venezia è che l’obiettivo della continuità aziendale non viene abbandonato. Bitonci ha spiegato che nei prossimi giorni la Regione continuerà a sostenere la definizione delle possibili soluzioni con gli strumenti a disposizione, cercando di accompagnare il passaggio più delicato della vertenza. Il prossimo tavolo regionale, salvo emergenze, sarà convocato nelle prime settimane di maggio, quando sarà più chiaro se le manifestazioni di interesse avranno trovato una forma concreta.
Per Costampress si apre quindi una fase decisiva. L’azienda resta appesa a un equilibrio fragile, in cui la tenuta produttiva e la presenza di competenze industriali non bastano da sole a garantire il futuro senza un sostegno finanziario certo. Nelle prossime settimane si capirà se la crisi potrà imboccare davvero una strada di rilancio o se il venir meno degli impegni già assunti renderà ancora più stretto il margine per salvaguardare attività e lavoro.
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.