Caricamento...

Venezia365 Logo Venezia365

Kito Weissenfels, 19 esuberi a Tarvisio: la Regione chiede garanzie

20/05/2026

Kito Weissenfels, 19 esuberi a Tarvisio: la Regione chiede garanzie

Sono 19 gli esuberi dichiarati dalla nuova proprietà di Kito Weissenfels nello stabilimento di Fusine, a Tarvisio. Il dato è emerso nel corso del tavolo convocato dalla Regione Friuli Venezia Giulia per fare il punto sul futuro del sito produttivo ex Weissenfels, realtà industriale che occupa circa cento dipendenti ed è specializzata nella produzione di catene e accessori per il sollevamento.

Il confronto dopo il cambio di proprietà

All’incontro hanno partecipato gli assessori regionali Sergio Emidio Bini, con delega alle Attività produttive, e Alessia Rosolen, assessora al Lavoro, insieme ai rappresentanti dell’azienda, a Confindustria Udine, alla Rsu di stabilimento, alle segreterie territoriali di Fim e Fiom e al Comune di Tarvisio.

La riunione arriva dopo il passaggio della proprietà dal gruppo giapponese Kito Crosby alla multinazionale statunitense Columbus McKinnon. Nel corso del vertice, la società ha comunicato l’avvio di un confronto con le organizzazioni sindacali sulle modalità di gestione delle eccedenze. Il primo incontro tra azienda e parti sociali è stato calendarizzato per il 29 maggio.

La Regione: evitare iniziative unilaterali

Bini e Rosolen hanno espresso apprezzamento per la disponibilità dell’azienda a proseguire il confronto senza intraprendere iniziative unilaterali. La Regione, tuttavia, chiede che la gestione del personale venga inserita in un quadro più ampio, legato al piano industriale, agli investimenti previsti e alla continuità produttiva dello stabilimento.

Per gli assessori, il tema degli esuberi non può essere trattato separatamente dalle prospettive dello stabilimento di Tarvisio. La richiesta è quella di arrivare a un percorso condiviso tra proprietà, sindacati, rappresentanze dei lavoratori e amministrazione regionale, evitando soluzioni che scarichino il peso della riorganizzazione soltanto sull’occupazione.

Contratto di solidarietà tra le ipotesi sul tavolo

La Regione indica come strada preferibile il ricorso agli ammortizzatori sociali, in particolare al contratto di solidarietà, strumento che può consentire di gestire le eccedenze riducendo l’impatto sui lavoratori. Bini e Rosolen ricordano che questa soluzione può essere sostenuta anche da un contributo regionale dedicato.

L’amministrazione regionale si è detta disponibile a illustrare gli interventi di politica del lavoro e gli strumenti attivabili a supporto di un piano industriale orientato alla continuità produttiva e occupazionale. L’obiettivo è preservare un sito considerato strategico per l’area montana e per la filiera produttiva locale.

Secondo la Regione, soltanto un piano industriale chiaro, accompagnato da investimenti adeguati, potrà garantire la competitività dello stabilimento ex Weissenfels e la tenuta occupazionale del territorio. Il tavolo del 29 maggio rappresenterà quindi un passaggio decisivo per capire se la trattativa potrà indirizzarsi verso una gestione condivisa dei 19 esuberi dichiarati.

Fabiana Fissore Avatar
Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.