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Mestre, controlli in via Cappuccina: 51 identificati e un’espulsione

28/08/2026

Mestre, controlli in via Cappuccina: 51 identificati e un’espulsione

Controlli straordinari della Polizia di Stato a Mestre, in via Cappuccina, hanno portato all’identificazione di 51 persone, all’accompagnamento di sei soggetti negli uffici di polizia per ulteriori accertamenti e all’adozione di diversi provvedimenti amministrativi e giudiziari. I servizi, organizzati anche dopo un esposto relativo alla presenza di persone moleste nei pressi del distretto sanitario, sono stati predisposti per contrastare reati contro il patrimonio, spaccio di sostanze stupefacenti e situazioni considerate problematiche per utenti e operatori della zona.

Sei persone accompagnate negli uffici di Polizia

L’attività è stata coordinata dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Mestre e ha coinvolto personale dell’Ufficio Immigrazione e della Polizia Scientifica della Questura di Venezia, insieme alla Squadra Cinofili e al Nucleo Commercio della Polizia Locale.

Delle 51 persone controllate, sei, indicate dalla Questura come già gravate da precedenti per specifiche tipologie di reato, sono state accompagnate negli uffici per verifiche più approfondite.

Tra queste figura un giovane cittadino nordafricano risultato irregolare sul territorio nazionale e trovato con alcuni grammi di hashish. Il giovane è stato sanzionato per uso personale di sostanza stupefacente. Il Questore di Venezia ha inoltre disposto nei suoi confronti un decreto di espulsione con ordine di lasciare l’Italia e divieto di rientro per dieci anni.

Violato il Foglio di Via, nuova denuncia e allontanamento

Durante i servizi è stato individuato anche un cittadino senegalese proveniente da una provincia limitrofa, già conosciuto dalle forze dell’ordine. Secondo quanto riferito dalla Questura, nel novembre precedente era stato rintracciato proprio in via Cappuccina e successivamente destinatario di un Foglio di Via con allontanamento da Mestre per tre anni.

La sua presenza nel territorio avrebbe quindi determinato la contestazione della violazione della misura di prevenzione. L’uomo è stato denunciato in stato di libertà all’Autorità giudiziaria e nuovamente allontanato da Mestre.

Provvedimenti sono stati adottati anche nei confronti di tre cittadini stranieri con precedenti per borseggio nel territorio veneziano, per i quali è stato disposto l’allontanamento dall’Italia. Uno è stato inoltre denunciato per la presunta violazione di un Daspo Urbano emesso dal Questore nel marzo scorso, mentre un altro è stato deferito all’Autorità giudiziaria per aver fornito false generalità.

Obbligo di firma per un 25enne richiedente asilo

Un ulteriore provvedimento ha interessato un 25enne nordafricano, irregolare sul territorio nazionale e con precedenti specifici per spaccio. L’uomo, in quanto richiedente asilo, non poteva essere espulso. È stato quindi sottoposto all’obbligo di firma per tre volte alla settimana presso il Commissariato di Mestre.

Secondo quanto comunicato dalla Questura, si tratta della prima applicazione nel territorio veneziano della nuova disciplina prevista dal Patto UE sulla Migrazione e Asilo e introdotta in Italia attraverso il Decreto Legge 100/2026.

Controllati anche quattro esercizi commerciali

I servizi hanno interessato anche le attività economiche di via Cappuccina e delle strade limitrofe. Il Nucleo Commercio della Polizia Locale ha effettuato verifiche amministrative in quattro esercizi commerciali, tutti destinatari di diffida dopo le irregolarità riscontrate.

Le contestazioni hanno riguardato, a seconda dei casi, la mancata esposizione degli orari, prezzi non indicati, plateatici privi delle necessarie autorizzazioni e assenza del responsabile tecnico.

Il Questore di Venezia, Antonio Sbordone, ha annunciato che i controlli proseguiranno nelle aree considerate più critiche di Mestre, con particolare attenzione alla zona del distretto sanitario di via Cappuccina. Il direttore generale dell’Ulss 3 Serenissima, Massimo Zuin, ha evidenziato l’utilità della collaborazione con la Questura per garantire maggiore sicurezza agli utenti e agli operatori delle strutture sanitarie, indicando anche l’area della Casa della Comunità di Marghera tra quelle sulle quali proseguirà il confronto.

Le eventuali responsabilità penali delle persone coinvolte dovranno essere accertate nelle competenti sedi giudiziarie. Per gli indagati resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.