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Moda, CNA Federmoda presenta il Piano Strategico 2030

03/06/2026

Moda, CNA Federmoda presenta il Piano Strategico 2030

CNA Federmoda ha presentato all’Intergruppo Parlamentare Moda il Piano Strategico 2030, una roadmap per rafforzare competitività, sostenibilità e coesione della filiera italiana. Il documento è stato illustrato davanti all’organismo co-presieduto dal senatore Ivan Scalfarotto e dall’onorevole Fabio Pietrella, con l’obiettivo di offrire alle istituzioni una piattaforma operativa per tutelare il valore produttivo, sociale e ambientale del sistema moda nazionale.

Una filiera da oltre 83mila imprese

Il settore moda resta uno dei pilastri dell’economia italiana: conta oltre 83mila imprese, 456mila addetti, 27,6 miliardi di euro di valore aggiunto e 60,8 miliardi di export. La struttura produttiva è fondata in larga parte su micro e piccole imprese, che rappresentano il 96% del totale e costituiscono l’ossatura del Made in Italy nei distretti e nei territori.

Negli ultimi sedici anni, però, il comparto ha registrato una contrazione pesante. Tra il 2009 e il 2025 si sono perse oltre 30mila imprese, pari a un calo del 26,5%. Una riduzione che incide su occupazione, competenze, presidio territoriale e capacità del Paese di mantenere viva una filiera riconosciuta a livello internazionale.

“La filiera moda italiana è un patrimonio unico, ma fragile”, ha sottolineato Doriana Marini, presidente nazionale di CNA Federmoda. Secondo Marini, senza un riequilibrio economico e contrattuale il sistema rischia di perdere valore e competenze in modo irreversibile. Da qui la scelta di presentare un piano costruito a partire dalle esigenze delle imprese che producono quotidianamente nei territori.

I tre pilastri del Piano 2030

Il Piano Strategico 2030 nasce per rispondere alle criticità della filiera e prevenire rischi sistemici che, secondo CNA Federmoda, potrebbero tradursi in perdite fino a 80 miliardi di fatturato e centinaia di migliaia di posti di lavoro. La strategia si articola attorno a tre pilastri integrati: valore economico, valore sociale e valore ambientale.

Il primo asse punta a garantire equilibrio e sostenibilità lungo la filiera, introducendo il principio del “prezzo giusto” delle lavorazioni, maggiore stabilità contrattuale e semplificazione degli adempimenti. L’obiettivo è superare rapporti sbilanciati tra committenti e produttori, riconoscendo il valore reale delle competenze e dei tempi necessari alla qualità manifatturiera.

Il valore sociale riguarda invece occupazione, qualità del lavoro e attrattività dei mestieri del saper fare, soprattutto per i giovani. Il terzo pilastro, quello ambientale, mira a valorizzare le pratiche sostenibili già presenti nelle imprese e a trasformarle in strumenti di conformità, reputazione e competitività.

Certificazione unica, academy e carta della filiera

Tra gli strumenti operativi proposti figurano i Comitati distrettuali di filiera, pensati per coordinare domanda e capacità produttiva nei territori. Il Piano prevede anche una Certificazione unica della moda, con l’obiettivo di semplificare audit e controlli, riducendo la frammentazione degli adempimenti che pesa soprattutto sulle imprese più piccole.

Un altro punto centrale è la Carta della filiera equa, che dovrebbe fissare regole chiare su pagamenti, contratti e diritti. A questa si affianca l’Academy CNA Federmoda, dedicata al rafforzamento delle competenze manageriali, tecniche e di sostenibilità.

Il Piano propone inoltre un Osservatorio sul costo della commessa, utile a definire benchmark trasparenti e a garantire prezzi sostenibili. Il principio guida è quello della responsabilità condivisa lungo l’intera catena produttiva: costi, rischi e benefici devono essere distribuiti in modo più equilibrato tra tutti gli attori della filiera.

Un patto per il Made in Italy

CNA Federmoda collega il Piano Strategico 2030 all’attuazione del Libro Bianco Made in Italy 2030, trasformando gli indirizzi generali in strumenti concreti per le imprese. Tra gli obiettivi prioritari ci sono il rafforzamento della governance di filiera, il miglioramento dell’accesso al credito, il sostegno al ricambio generazionale e la promozione di una nuova cultura del valore presso consumatori e brand.

Durante l’incontro, Ivan Scalfarotto ha richiamato il tema del passaggio generazionale e la necessità di mantenere le competenze dentro il settore. Per il senatore, rendere nuovamente attrattivi i mestieri della moda è una delle grandi sfide dei prossimi anni. Fabio Pietrella ha invece sottolineato l’esigenza di un dialogo unitario tra le rappresentanze, così da presentare il comparto in modo compatto e tutelare identità e immagine del Made in Italy.

Per Antonio Franceschini, responsabile nazionale CNA Federmoda, la filiera rappresenta il valore aggiunto del Made in Italy: un patrimonio ineguagliabile, riconosciuto fuori dai confini nazionali, che non può essere disperso. Il Piano consegnato al Parlamento punta proprio a questo: costruire un nuovo patto tra istituzioni, imprese e territori per proteggere produzione, lavoro e competitività della moda italiana.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.