Olio italiano, CNA chiede credito e controlli più forti
10/06/2026
Accesso al credito, giacenze elevate, importazioni, controlli lungo la filiera e rilancio dell’export sono stati al centro del confronto sul settore olivicolo-oleario convocato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste alla presenza del sottosegretario Patrizio La Pietra. Alla riunione ha partecipato CNA AgroAlimentare, che ha portato le istanze delle imprese artigiane del comparto, in una fase segnata da tensioni finanziarie e rallentamento del mercato.
Liquidità sotto pressione per le aziende olearie
Nel corso dell’incontro, Francesca Petrini, presidente nazionale di CNA AgroAlimentare, ha richiamato la necessità di garantire al settore una maggiore stabilità economica e finanziaria. Il primo nodo riguarda la liquidità delle imprese, strette tra il pagamento immediato della materia prima e tempi di vendita e incasso che tendono ad allungarsi.
Secondo CNA AgroAlimentare, questa dinamica mette in difficoltà soprattutto le realtà produttive più piccole, che devono sostenere costi rilevanti prima di trasformare il prodotto in ricavi. Per questo l’associazione ha chiesto strumenti specifici per facilitare l’accesso al credito e sostenere il capitale circolante delle aziende olearie.
Il tema finanziario si intreccia con la situazione del mercato. Le giacenze registrate a maggio 2026 vengono considerate da CNA un segnale chiaro di rallentamento della domanda. Scorte elevate, consumi fermi e difficoltà di assorbimento del prodotto rischiano di comprimere ulteriormente i margini delle imprese, già ridotti dall’aumento dei costi e dalla competizione sui prezzi.
Importazioni e controlli nei punti critici della filiera
Un altro fronte indicato da CNA AgroAlimentare riguarda il peso delle importazioni. Secondo l’associazione, l’ingresso di prodotto dall’estero contribuisce a esercitare pressione sui prezzi dell’olio italiano, riducendo la redditività delle imprese nazionali e rendendo più difficile valorizzare qualità, origine e lavoro artigianale.
Sul piano della legalità e della trasparenza, CNA ha espresso apprezzamento per l’attenzione del Ministero al rafforzamento dei controlli e al contrasto delle pratiche commerciali sleali. Allo stesso tempo, Petrini ha evidenziato che le imprese associate sono già sottoposte a verifiche frequenti e puntuali, chiedendo quindi di concentrare maggiormente l’attività ispettiva sui punti più sensibili della filiera.
La richiesta è di rafforzare i controlli sui prodotti che entrano in Italia, con particolare attenzione alle frontiere e alla tracciabilità dei flussi in ingresso. Per CNA AgroAlimentare, tutelare le aziende che rispettano le regole significa impedire che fenomeni fraudolenti o pratiche scorrette alterino il mercato e penalizzino i produttori italiani.
Olio artigianale, mastro oleario ed export
Nel confronto con il Ministero, CNA AgroAlimentare ha rilanciato, in accordo con l’affiliata Aifo, la proposta di riconoscere e valorizzare l’olio artigianale come espressione di qualità, identità territoriale e competenze professionali distintive. Un passaggio ritenuto necessario per differenziare il prodotto e renderne più riconoscibile il valore presso consumatori e mercati.
Dentro questo percorso, l’associazione ha ribadito l’importanza della figura del mastro oleario, da valorizzare nell’ambito della riforma della legge sull’artigianato. Secondo CNA, questa professionalità svolge un ruolo centrale nella tutela del patrimonio produttivo italiano, nella trasmissione delle competenze e nella costruzione di standard qualitativi legati alla lavorazione artigiana dell’olio.
L’ultimo punto riguarda i mercati esteri. CNA AgroAlimentare ha chiesto l’attivazione di iniziative straordinarie per sostenere la presenza dell’olio italiano all’estero, con azioni promozionali e commerciali nei principali Paesi europei. La ripartenza dell’export viene indicata come uno degli strumenti per alleggerire il peso delle giacenze, rafforzare la domanda e restituire prospettive a una filiera che resta strategica per l’agroalimentare nazionale.
Dal tavolo ministeriale emerge quindi una richiesta articolata: sostenere la liquidità delle imprese, rendere più efficaci i controlli dove il mercato è più esposto, valorizzare il lavoro artigianale e aprire nuovi spazi commerciali per l’olio italiano. Per CNA AgroAlimentare, il rilancio del comparto passa da misure coordinate, capaci di unire tutela della qualità, competitività e riconoscimento del valore produttivo dei territori.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to