VAS in Veneto, iter semplificato per i piani attuativi
10/06/2026
La semplificazione della Valutazione Ambientale Strategica in Veneto diventa operativa dopo l’approvazione finale della Giunta regionale. Il provvedimento aggiorna l’articolo 5 del Regolamento regionale n. 3 del 2025 e riduce gli adempimenti per gli strumenti urbanistici attuativi, con l’obiettivo di tagliare tempi, costi e duplicazioni procedurali per cittadini, professionisti, imprese e Comuni.
La valutazione resta sui piani generali
La riforma circoscrive la VAS al livello strategico della pianificazione, mantenendo la valutazione ambientale sugli strumenti generali, come il Piano di Assetto del Territorio, ma superando la ripetizione della procedura sugli strumenti attuativi che danno esecuzione a previsioni già valutate. L’esclusione riguarda i piani attuativi e le loro varianti, a prescindere dalla destinazione d’uso e dalla dimensione territoriale, purché il piano principale sia già stato promosso.
Secondo l’assessore regionale all’Ambiente, Elisa Venturini, si tratta di una semplificazione concreta, capace di accelerare i tempi e ridurre i costi senza indebolire i controlli ambientali. La decisione, ha spiegato, nasce dall’analisi di oltre 300 istanze d’ufficio, dalle quali sarebbe emersa la presenza di passaggi ripetitivi e onerosi su interventi già inquadrati dagli strumenti urbanistici comunali.
Fino a oggi la procedura di VAS poteva essere richiesta in più momenti: prima sul PAT, poi sul Piano degli Interventi e infine anche sui singoli piani attuativi. Con la nuova impostazione, la valutazione resta collocata a monte, sui piani generali, mentre non sarà più necessaria sugli strumenti che rappresentano la loro applicazione concreta, salvo i casi in cui emergano varianti o effetti non già considerati.
Tempi più brevi per imprese, tecnici e cittadini
L’impatto pratico della misura riguarda soprattutto chi deve realizzare interventi in aree già previste dalla pianificazione comunale. Un’impresa edile o un gruppo di proprietari intenzionati a costruire un nuovo edificio residenziale in una zona di espansione già valutata dal piano comunale non dovranno affrontare una nuova e autonoma procedura di VAS per il piano urbanistico attuativo, se l’idoneità ambientale dell’area è già stata esaminata a monte.
In passato, questo secondo passaggio poteva comportare oltre 150 giorni di istruttoria ambientale, oltre a spese di diverse migliaia di euro per studi tecnici integrativi. Con la delibera approvata dalla Giunta, quel procedimento viene eliminato nei casi rientranti nella nuova disciplina, consentendo di passare direttamente alla progettazione e alla richiesta del permesso di costruire.
La Regione evidenzia che la semplificazione non elimina i controlli, ma li concentra nei momenti ritenuti più coerenti: a monte, con la valutazione dei piani generali, e a valle, attraverso i titoli edilizi e le verifiche legate ai singoli interventi. L’obiettivo dichiarato è evitare sovrapposizioni amministrative che rallentano opere già coerenti con le previsioni approvate.
Venturini: controlli garantiti, meno duplicazioni
Per l’assessore Venturini, il provvedimento è tecnicamente maturo e giuridicamente solido, perché si muove nel solco del Codice dell’Ambiente. La normativa nazionale prevede infatti che, per gli strumenti attuativi derivanti da piani già valutati positivamente, l’analisi debba concentrarsi soltanto sugli eventuali effetti significativi non considerati in precedenza.
La modifica viene presentata dalla Regione come una scelta di efficienza amministrativa, non come un arretramento nella tutela ambientale. Ridurre adempimenti già assorbiti da valutazioni precedenti significa, nelle intenzioni della Giunta, liberare risorse per i territori e consentire una realizzazione più rapida degli interventi programmati.
Il Veneto punta così a rendere più lineare il rapporto tra pianificazione, autorizzazioni e attività edilizia, alleggerendo il carico burocratico per imprese e professionisti. La Regione sottolinea che la semplificazione potrà avere ricadute anche sui Comuni, spesso chiamati a gestire iter complessi e lunghi su interventi già inseriti nei propri strumenti urbanistici.
Secondo Venturini, la delibera va nella direzione indicata anche dal legislatore statale: semplificare la pubblica amministrazione, eliminando passaggi che non aggiungono nuove garanzie ma producono ritardi e costi. Il risultato atteso è un sistema più rapido per chi deve intervenire sul territorio, mantenendo la valutazione ambientale nei punti decisivi della pianificazione.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to