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Veneto, 25 milioni per le case agli operatori sanitari

15/07/2026

Veneto, 25 milioni per le case agli operatori sanitari

Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato una nuova legge che assegna priorità agli operatori sanitari e sociosanitari nell’accesso agli alloggi di social housing a canone calmierato. Il provvedimento punta a sostenere medici, infermieri, operatori sociosanitari e professionisti delle Ipab che lavorano nei territori caratterizzati da affitti elevati e da una forte pressione abitativa. Per gli interventi sono previsti 25 milioni di euro, provenienti dalle risorse europee del Programma FESR 2021-2027.

Alloggi calmierati per chi lavora nella sanità veneta

La norma amplia le possibilità di destinare abitazioni pubbliche a prezzi sostenibili al personale impegnato nei servizi sanitari e assistenziali. La Regione intende così affrontare una difficoltà che incide anche sulla capacità delle strutture di attrarre e trattenere professionisti, soprattutto nelle città e nelle località dove il costo della casa assorbe una parte rilevante dello stipendio.

Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha spiegato che la disponibilità di un’abitazione rappresenta un elemento decisivo per chi sceglie dove lavorare e costruire il proprio percorso professionale. Il nuovo sistema viene presentato come una forma di welfare rivolta a chi garantisce assistenza, cure e continuità dei servizi pubblici.

Secondo la Regione, la carenza di personale non è legata esclusivamente alle dinamiche occupazionali. In numerosi territori, infatti, medici e infermieri incontrano difficoltà nel reperire alloggi compatibili con le proprie possibilità economiche, con conseguenze anche sulla mobilità professionale e sulla permanenza nei presidi sanitari.

Recupero degli immobili pubblici sfitti

La legge introduce una disciplina straordinaria per utilizzare con maggiore flessibilità gli immobili pubblici inutilizzati o bisognosi di riqualificazione. Per i progetti finanziati con fondi europei dedicati all’housing sociale sarà possibile superare i limiti numerici stabiliti dalla normativa regionale, aumentando il numero degli alloggi disponibili.

Gli edifici potranno essere recuperati e destinati temporaneamente a locazioni agevolate, evitando che il patrimonio pubblico rimanga vuoto mentre una parte del personale sanitario cerca casa nei territori in cui presta servizio. Gli interventi avranno una durata massima di cinque anni e saranno regolati attraverso criteri definiti dalla Giunta regionale.

Le modalità di assegnazione dovranno riservare particolare attenzione agli operatori del sistema sanitario e sociosanitario. La misura comprenderà anche i professionisti impiegati nelle Ipab, strutture che svolgono attività assistenziali rivolte soprattutto ad anziani e persone fragili.

Nessun nuovo costo per il bilancio regionale

Il provvedimento utilizzerà risorse europee già disponibili e non produrrà nuovi oneri a carico del bilancio regionale. L’investimento sarà indirizzato al recupero del patrimonio esistente, alla riqualificazione degli edifici e alla creazione di alloggi accessibili nelle aree in cui la domanda abitativa è più elevata.

La Regione considera la disponibilità di abitazioni a canone calmierato uno strumento utile anche per rafforzare la competitività del sistema sanitario veneto. Condizioni abitative sostenibili possono infatti incidere sulla scelta dei professionisti di accettare un incarico, trasferirsi o rimanere stabilmente in una determinata struttura.

Con l’approvazione della legge, la Giunta dovrà ora definire i requisiti, le procedure e i criteri attraverso i quali individuare gli immobili e assegnare gli alloggi. L’obiettivo indicato dall’amministrazione regionale è trasformare edifici pubblici inutilizzati in una rete abitativa capace di sostenere il personale che garantisce servizi sanitari e assistenziali nei diversi territori del Veneto.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.