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Sanità in Veneto, Gerosa: massimo sostegno ai territori montani, primi alloggi per il personale a Feltre

21/04/2026

Sanità in Veneto, Gerosa: massimo sostegno ai territori montani, primi alloggi per il personale a Feltre

Belluno e Feltre restano al centro dell’attenzione della Regione Veneto sul fronte della sanità e dei servizi collegati alla tenuta del personale medico e sanitario. A ribadirlo è l’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, che torna sul tema del sostegno ai territori montani sottolineando come il Veneto intenda garantire piena attenzione alle esigenze delle aree più complesse, dove il tema dell’attrattività professionale si intreccia con quello della qualità della vita e della disponibilità concreta di servizi.

La dichiarazione dell’assessore si colloca dentro una questione che da tempo riguarda molte aree interne e montane: reperire e trattenere medici e operatori sanitari non dipende soltanto dall’organizzazione ospedaliera, ma anche dalla capacità di rendere un territorio davvero vivibile e competitivo per chi vi lavora. In questo senso, Belluno e Feltre vengono indicati come luoghi che continueranno a ricevere il massimo sostegno, in una logica che la Regione estende, almeno nelle intenzioni, a tutti i territori del Veneto.

Il nodo dell’attrattività per medici e personale sanitario

Gerosa insiste su un punto molto concreto: l’attrattività di un territorio, così come quella di una professione, non si costruisce su un solo fattore. A incidere sono diversi elementi, dai servizi disponibili al welfare aziendale, fino alle condizioni economiche. È una lettura che fotografa bene una delle principali difficoltà dei sistemi sanitari territoriali, soprattutto nelle zone montane o periferiche, dove la carenza di personale si lega spesso a un insieme di ostacoli pratici che rendono meno semplice scegliere o mantenere una sede di lavoro.

Per questo, il ragionamento dell’assessore non si limita al piano strettamente sanitario. Il riferimento è a un pacchetto più ampio di condizioni che possa rendere queste aree più attrattive per i professionisti. In questa prospettiva, la disponibilità di alloggi, il supporto attraverso misure di welfare e l’eventuale leva retributiva diventano strumenti da mettere in campo per rafforzare la presenza di medici là dove il bisogno è maggiore.

I primi dieci alloggi sociali per il personale sanitario a Feltre

Tra i segnali concreti richiamati da Gerosa c’è la scelta di realizzare proprio a Feltre i primi dieci alloggi di edilizia popolare sociale destinati al personale sanitario. Un intervento che assume un valore simbolico e pratico insieme, perché individua in uno dei territori montani veneti il punto di partenza di una misura pensata per affrontare uno dei problemi più sentiti da chi lavora in sanità: la possibilità di trovare soluzioni abitative accessibili e stabili vicino al luogo di servizio.

La disponibilità di alloggi dedicati può infatti incidere in modo diretto sulla scelta di accettare o mantenere un incarico, soprattutto in aree dove il mercato immobiliare, la distanza dai servizi o la conformazione del territorio possono rappresentare un ostacolo aggiuntivo. La decisione di partire da Feltre viene quindi letta dalla Regione come un segnale tangibile di attenzione verso i territori montani, chiamati ogni giorno a difendere la continuità e la qualità dell’assistenza sanitaria.

Possibili interventi anche sulle retribuzioni

Accanto agli strumenti già evocati, Gerosa apre anche alla possibilità di intervenire sul fronte economico. L’assessore non esclude infatti che si possa agire anche sulla leva retributiva, con l’obiettivo di assicurare la dovuta presenza di medici nelle sedi dove è più difficile coprire il fabbisogno. Si tratta di un passaggio rilevante, perché riconosce esplicitamente come il tema salariale possa diventare decisivo nella competizione tra territori e nella capacità del sistema pubblico di attrarre professionalità indispensabili.

Il messaggio che arriva dalla Regione è dunque quello di una disponibilità ad agire su più fronti, senza limitarsi a dichiarazioni di principio. Resta naturalmente da capire in che modo queste aperture si tradurranno in misure operative e in tempi concreti, ma la linea indicata appare chiara: per garantire la presenza di medici nei territori montani non basta chiedere disponibilità ai professionisti, occorre costruire condizioni reali che rendano quelle sedi più sostenibili e desiderabili.

Nel caso di Belluno e Feltre, la partita non riguarda soltanto l’organizzazione della rete sanitaria, ma più in generale il rapporto tra servizi pubblici, tenuta delle comunità locali e capacità delle istituzioni di rispondere ai bisogni di aree che, per caratteristiche geografiche e demografiche, richiedono attenzioni specifiche. È lì che si misurerà la concretezza del sostegno annunciato dalla Regione Veneto.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to