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Veneto, 300 mila euro per l’assistenza domiciliare

05/05/2026

Veneto, 300 mila euro per l’assistenza domiciliare

La Regione del Veneto ha approvato una nuova fase di sviluppo delle politiche per la domiciliarità, con un provvedimento che destina 300 mila euro al potenziamento degli sportelli per l’assistenza familiare e alla promozione della nuova figura dell’assistente domiciliare di vicinato. La delibera, approvata dalla Giunta regionale il 30 aprile, punta a rafforzare il welfare territoriale in risposta ai bisogni di una popolazione che invecchia rapidamente e richiede servizi di cura più vicini, qualificati e integrati.

Le risorse derivano dalla riprogrammazione del Fondo Nazionale Politiche sociali 2025 e serviranno a finanziare i 33 sportelli degli assistenti familiari gestiti dai Comuni, oltre a favorire l’apertura di nuovi punti di riferimento nei territori isolati o privi di adeguato sostegno. Il percorso prevede anche il rafforzamento del Registro regionale degli assistenti familiari e l’integrazione con i servizi per l’impiego, attraverso un accordo di collaborazione con Veneto Lavoro.

Sportelli e registro regionale per qualificare il lavoro di cura

Il presidente della Regione, Alberto Stefani, ha spiegato che l’obiettivo è costruire una nuova organizzazione dell’assistenza domiciliare, fondata su prossimità, competenze certificate e maggiore integrazione tra i servizi. Il potenziamento degli sportelli territoriali servirà a orientare famiglie e lavoratori, facilitando l’incontro tra domanda e offerta e sostenendo percorsi regolari di assistenza.

Il Registro regionale degli assistenti familiari avrà una funzione centrale nella certificazione delle competenze. La Regione finanzierà corsi professionali specifici per consentire agli operatori di acquisire una preparazione adeguata e riconoscibile, rafforzando la qualità del servizio e contribuendo all’emersione del lavoro di cura irregolare. In questo quadro si inserisce la figura dell’assistente domiciliare di vicinato, pensata come evoluzione dell’assistente familiare tradizionale.

L’assistente domiciliare di vicinato per più nuclei familiari

La nuova figura sarà un operatore qualificato, condiviso tra più famiglie dello stesso contesto territoriale, capace di offrire un’assistenza flessibile e sostenibile. Secondo la Regione, questo modello può aiutare le persone fragili a restare nel proprio ambiente di vita, sostenendo al tempo stesso i caregiver familiari e rendendo più accessibili i servizi di cura quotidiana.

Stefani ha indicato nella prossimità il principio guida del nuovo impianto organizzativo. In presenza di una domanda crescente di assistenza domiciliare, il Veneto intende ripensare le modalità di erogazione dei servizi, valorizzando le relazioni di vicinato e costruendo risposte più aderenti ai bisogni delle comunità. L’assistente domiciliare di vicinato viene quindi presentato come uno strumento operativo per garantire cura, continuità e presenza nei territori.

Il ruolo degli Ambiti Territoriali Sociali

L’assessore regionale al Sociale, Paola Roma, ha richiamato il ruolo degli Ambiti Territoriali Sociali, destinati ad assumere una funzione centrale nella programmazione integrata degli interventi sociali e socio-sanitari. Gli ATS saranno chiamati a coordinare gli sportelli territoriali, favorire il raccordo tra servizi sociali, sanitari e politiche del lavoro, e garantire una presa in carico più completa delle persone fragili.

Nel nuovo assetto, sportelli, Registro regionale e assistente domiciliare di vicinato diventano elementi collegati di un unico sistema. Gli Ambiti Territoriali Sociali dovranno infatti contribuire all’erogazione dei Livelli Essenziali di Prestazioni Sociali, costruendo risposte uniformi e coordinate per la gestione delle fragilità. La Regione punta così a una rete capace di accompagnare le famiglie, sostenere gli anziani e rendere più strutturati i servizi domiciliari.

Formazione e servizi per l’impiego nel nuovo modello

Il vicepresidente e assessore regionale al Lavoro ha sottolineato il valore dei servizi per l’impiego nel rafforzamento degli sportelli territoriali. Il coinvolgimento di Veneto Lavoro servirà a collegare le esigenze delle famiglie con la disponibilità di assistenti formati, facilitando percorsi trasparenti e qualificati.

Accanto all’incontro tra domanda e offerta, la Regione intende rafforzare il sistema formativo, promuovendo percorsi di qualificazione e certificazione delle competenze. Il nuovo modello di welfare domiciliare punta quindi a sostenere le famiglie, valorizzare il lavoro di cura e rendere più stabile la rete territoriale dei servizi, con particolare attenzione agli anziani, alle persone fragili e ai contesti dove l’assistenza è più difficile da organizzare.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to