Venezia, nuovo murale a Sacca Fisola: inaugurato “L’eco del segno”
30/05/2026
Un murale lungo più di nove metri e alto quasi quattro è stato inaugurato a Sacca Fisola, lungo il Canale della Giudecca, al termine del progetto educativo Urban Art School. L’opera, intitolata “L’eco del segno”, raccoglie immagini, parole, colori e simboli legati all’identità dell’isola, trasformando una parete urbana in un grande racconto visivo dedicato alla comunità e alla rigenerazione degli spazi comuni.
Un landmark urbano visibile dal Canale della Giudecca
Il nuovo murale si presenta come un biglietto da visita per chi attraversa o osserva Sacca Fisola dal Canale della Giudecca. L’opera condensa elementi della memoria locale, segni contemporanei e riferimenti alla vita quotidiana dell’isola, proponendosi come un nuovo punto di riconoscimento per un’area a lungo percepita come marginale rispetto al resto della città.
A inaugurare il murale è stato il sindaco eletto Simone Venturini, che ha definito l’intervento un contributo concreto alla valorizzazione di Sacca Fisola. Il valore del progetto, ha sottolineato, non riguarda soltanto l’opera finale, ma anche il percorso che ha coinvolto direttamente studentesse e studenti, chiamati a conoscere nuovi linguaggi, lavorare insieme e prendersi cura di uno spazio pubblico.
Secondo Venturini, Venezia può guardare al futuro anche attraverso iniziative capaci di unire identità, contemporaneità e rispetto dei luoghi. Il progetto, ha spiegato, rende i giovani protagonisti della città di domani, affidando loro responsabilità e consapevolezza rispetto alla bellezza che li circonda.
Gli studenti del Morosini protagonisti del progetto
“L’eco del segno” è il risultato di un percorso che ha coinvolto ragazze e ragazzi delle classi seconde e terze, sezioni B e C, dell’Istituto comprensivo Francesco Morosini di Venezia. Gli studenti hanno partecipato a walking tour, workshop e pratiche artistiche condivise, imparando a leggere lo spazio urbano non come semplice scenario, ma come luogo abitato, vissuto e trasformabile.
Il progetto Urban Art School, promosso dalla Fondazione di Venezia con il patrocinio del Comune di Venezia, ha messo in dialogo scuola, arte pubblica e culture urbane, offrendo agli studenti strumenti per osservare il quartiere, interpretarne i segni e contribuire alla costruzione di un’opera collettiva.
Il murale è stato realizzato dall’artista Pablo Pinxit con la tecnica della pittura a spolvero e dello stencil, metodi che richiamano anche pratiche storiche dell’arte italiana, utilizzate in passato per chiese e affreschi. Per la realizzazione sono stati impiegati idropittura e bombolette spray, in un incontro tra tecniche tradizionali e linguaggi della street art contemporanea.
Fondazione di Venezia: creatività come cura degli spazi comuni
Per Giovanni Dell’Olivo, direttore generale della Fondazione di Venezia, il murale rappresenta molto più di un intervento artistico. È il segno concreto di come la creatività possa diventare strumento di crescita, partecipazione e rigenerazione urbana, aiutando i giovani a comprendere che prendersi cura degli spazi comuni significa anche prendersi cura delle persone che li vivono.
Durante il percorso, gli studenti hanno messo idee, emozioni, talento e capacità di confronto al servizio di una porzione dell’isola. Attraverso il lavoro di gruppo e l’espressione artistica, il progetto ha dato voce a una comunità che chiede attenzione, ma anche occasioni di bellezza, partecipazione e futuro.
Gli obiettivi formativi di Urban Art School sono stati molteplici: educare al rispetto degli spazi comuni, alla legalità e all’estetica urbana; far conoscere la street art e l’arte pubblica come linguaggi accessibili e contemporanei; stimolare creatività individuale e collettiva, osservazione critica, capacità progettuale e collaborazione tra pari.
Il progetto ha puntato anche a rafforzare il senso di comunità scolastica, sviluppare competenze trasversali e avvicinare gli studenti a possibili percorsi professionali nel campo creativo. Con “L’eco del segno”, Sacca Fisola acquisisce così un nuovo elemento identitario, nato dall’incontro tra educazione, arte urbana e partecipazione civica.
Articolo Precedente
Venezia, bambini in Questura: lezione di legalità con la Polizia
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to