Veneto, deficit idrico nei fiumi: Po sotto media del 70%
07/07/2026
Il Veneto registra un deficit idrico significativo dopo un mese di giugno con piogge inferiori alla media e portate dei principali fiumi in forte calo. A segnalarlo sono i dati ARPAV richiamati dall’assessore regionale all’ambiente e al clima, Elisa Venturini, che ha confermato il monitoraggio costante della situazione da parte della Regione.
Giugno sotto la media delle precipitazioni
Secondo il report dell’Agenzia regionale per la Prevenzione e protezione ambientale, nel mese di giugno le precipitazioni medie in Veneto si sono fermate a 85 millimetri, contro i 100 millimetri del periodo di riferimento 1991-2020. Il calo delle piogge ha inciso direttamente sulla disponibilità d’acqua nei bacini fluviali, con effetti evidenti sia in pianura sia nelle aree montane.
Il dato più marcato riguarda il Po, che registra portate inferiori del 70% rispetto alla media storica. Anche l’Adige presenta una riduzione del 60%, mentre Bacchiglione e Brenta si collocano tra il -53% e il -60%. Nei corsi d’acqua montani la diminuzione delle portate varia invece tra il 30% e il 45%.
Il miglioramento di metà mese non si è consolidato
L’assessore Venturini ha spiegato che nella prima parte di giugno le precipitazioni avevano favorito un parziale recupero delle riserve idriche. Quel miglioramento, però, non ha avuto continuità. Il caldo intenso e la persistente scarsità di piogge hanno riportato il quadro idrologico in una condizione di sofferenza.
I valori medi mensili risultano ancora leggermente superiori a quelli particolarmente critici del 2022, ma il confronto con le medie storiche mostra un divario netto. Per la Regione, il quadro conferma una maggiore vulnerabilità della risorsa idrica, con disponibilità più irregolare e maggiore esposizione agli effetti climatici.
Monitoraggio per agricoltura, ecosistemi e usi civili
La Regione Veneto mantiene il contatto con ARPAV e con gli enti coinvolti nella gestione del territorio, con l’obiettivo di seguire l’evoluzione della situazione e coordinare eventuali interventi. L’attenzione riguarda in particolare l’agricoltura, gli ecosistemi fluviali e il fabbisogno civile, settori che possono risentire in modo diretto della scarsità d’acqua.
Venturini ha richiamato anche la necessità di promuovere un uso consapevole della risorsa a livello locale. In una fase segnata da portate ridotte e temperature elevate, la gestione dell’acqua diventa un tema operativo per istituzioni, territori e cittadini, chiamati a ridurre sprechi e consumi non necessari.
Il monitoraggio dei prossimi giorni sarà decisivo per valutare se il deficit potrà attenuarsi con nuove precipitazioni o se saranno necessarie ulteriori misure di coordinamento per affrontare le criticità nei bacini più esposti.
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