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Veneto, tavolo FER il 10 luglio: 75 istanze da sbloccare

25/06/2026

Veneto, tavolo FER il 10 luglio: 75 istanze da sbloccare

La Regione Veneto ha convocato per il 10 luglio un tavolo di confronto con le associazioni di categoria sul progetto di legge che amplia le aree idonee all’installazione di impianti da fonti energetiche rinnovabili. Il testo è già pronto e, dopo l’incontro con le categorie, sarà portato all’approvazione della Giunta regionale entro il mese di luglio.

Il nuovo testo tra aree idonee, PIZAT e tutela del territorio

Il provvedimento si inserisce nel percorso avviato con il PIZAT, il Piano di individuazione delle Zone di Accelerazione Terrestri, attraverso cui la Regione punta a definire un quadro più ordinato per la localizzazione degli impianti rinnovabili. L’obiettivo è indirizzare i progetti verso aree già infrastrutturate, degradate o interessate da precedenti trasformazioni, riducendo la pressione sui contesti paesaggistici e agricoli più sensibili.

L’assessore all’Urbanistica, Marco Zecchinato, ha spiegato che il tema delle aree idonee è al centro dell’agenda regionale perché il Veneto deve tenere insieme la crescita delle rinnovabili con la tutela del paesaggio, del suolo agricolo e delle produzioni di qualità. Il disegno di legge, nelle intenzioni della Giunta, dovrà fissare criteri più chiari per la localizzazione degli impianti e introdurre strumenti di monitoraggio sull’utilizzo della superficie agricola.

Il confronto con le categorie economiche e produttive servirà quindi a raccogliere osservazioni prima del passaggio formale in Giunta. La Regione punta a costruire un impianto normativo capace di offrire maggiore certezza agli operatori, alle amministrazioni locali e alle comunità coinvolte dagli interventi.

Deficit energetico al 50% e obiettivo 5.828 MW entro il 2030

Secondo l’assessore alle Politiche energetiche, Massimo Bitonci, il Veneto registra oggi un deficit produttivo di energia elettrica pari a circa il 50% della domanda regionale, coperto in larga parte da importazioni e cessioni da altre Regioni. Il Piano energetico regionale punta a ridurre questo squilibrio al 34% entro il 2030.

Per raggiungere questo risultato, la Regione considera necessario accelerare sulla produzione da fonti rinnovabili. L’obiettivo assegnato al Veneto è pari a 5.828 MW di nuova potenza installata da FER entro il 2030. L’ampliamento delle aree idonee viene indicato come uno degli strumenti per sbloccare le 75 istanze di autorizzazione attualmente pendenti, per una potenza complessiva di circa 2,4 GW.

Iter più rapidi per i progetti con mitigazione ambientale

Il progetto di legge prevede procedure più snelle per gli impianti collocati nelle Zone di Accelerazione Terrestri, purché dotati di adeguate misure di mitigazione ambientale. Tra le misure indicate figurano la riduzione di un terzo dei tempi per il rilascio delle autorizzazioni uniche, il parere obbligatorio ma non vincolante dell’autorità paesaggistica e percorsi semplificati per gli impianti realizzabili in edilizia libera.

Zecchinato e Bitonci hanno sottolineato che il tavolo del 10 luglio nasce con l’intento di arrivare a una norma condivisa, in grado di garantire tempi più rapidi a cittadini e imprese senza indebolire la tutela del territorio. La partita delle rinnovabili, per il Veneto, passa quindi da una doppia esigenza: aumentare la produzione energetica regionale e governare la trasformazione degli spazi con regole leggibili e controllabili.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to