Electrolux, 2mila in corteo a Pordenone: Rosolen al tavolo
19/06/2026
La vertenza Electrolux arriva in Prefettura a Pordenone dopo il corteo delle lavoratrici e dei lavoratori, a cui hanno partecipato circa 2mila persone. L’assessore regionale al Lavoro del Friuli Venezia Giulia, Alessia Rosolen, ha atteso l’arrivo della manifestazione in piazza del Popolo e ha poi preso parte alla riunione convocata dal prefetto Michele Lastella con sindaci del territorio, parlamentari nazionali ed europei, rappresentanti sindacali e Confindustria Alto Adriatico.
La Regione chiede una lettura industriale nazionale
Per Rosolen, la crisi Electrolux deve essere affrontata come una questione di interesse nazionale, sostenuta dall’unità del territorio e da un’azione coordinata tra istituzioni. L’assessore ha sottolineato che il dossier non può essere ridotto alla dimensione dei singoli stabilimenti, perché riguarda il futuro della manifattura, la competitività del sistema produttivo e la tenuta sociale ed economica delle comunità coinvolte.
Il confronto in Prefettura è stato indicato dalla Regione come un passaggio utile per costruire una posizione condivisa da portare all’attenzione del Governo. Rosolen ha ringraziato il prefetto Lastella per aver favorito un tavolo ampio, con la presenza delle istituzioni locali, delle rappresentanze dei lavoratori e delle parti interessate. L’obiettivo è individuare temi e proposte comuni in una fase considerata delicata per l’intero comparto industriale.
Il corteo di Pordenone guarda anche agli altri stabilimenti
La manifestazione di Pordenone e Porcia, secondo l’assessore, ha avuto un significato più esteso rispetto al territorio locale. Il corteo ha rappresentato anche la preoccupazione dei lavoratori degli altri stabilimenti Electrolux presenti in Italia, dentro una vertenza che coinvolge l’intero assetto industriale del gruppo nel Paese.
La Regione guarda ora ai prossimi passaggi del confronto con l’azienda. Rosolen ha parlato di una fase di raffreddamento che dovrà condurre a una verifica puntuale delle strategie e delle azioni da mettere in campo. Restano però elementi di forte preoccupazione: il piano non è stato ritirato, manca un impegno chiaro a escludere eventuali cessioni e non risulta garantita l’assenza di decisioni unilaterali da parte dell’azienda.
Richiesti strumenti nazionali e coinvolgimento europeo
Secondo l’assessore, la gestione della crisi non può limitarsi agli ammortizzatori sociali, agli interventi economici o agli investimenti in ricerca e sviluppo. Per la Regione, queste misure possono sostenere la fase immediata, ma non risolvono il nodo principale se non vengono accompagnate da una revisione della strategia industriale.
Rosolen ha richiamato la necessità di strumenti e norme di livello nazionale, insieme a un coinvolgimento più forte dell’Europa. La preoccupazione espressa al tavolo riguarda anche il dopo luglio, quando la vertenza dovrà proseguire con modalità capaci di garantire continuità produttiva, occupazione e prospettive industriali. Per il Friuli Venezia Giulia, il caso Electrolux diventa quindi un banco di prova sulla capacità delle istituzioni di rispondere in modo unitario a una crisi che tocca lavoro, imprese e territorio.
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