Logistica veneta, imprese artigiane raddoppiate dal 2019
03/08/2026
La rete logistica del Veneto si amplia, ma il numero complessivo delle imprese continua a ridursi. Tra il 2019 e il 2024 le aziende attive nel magazzinaggio e nei servizi di supporto ai trasporti sono passate da 2.088 a 1.897, con una flessione del 9,1%. Nello stesso periodo, però, le unità locali sono aumentate da 1.791 a 1.956, segnando un incremento del 9,2%. Il settore dispone quindi di più depositi, piattaforme e punti operativi, concentrati nelle mani di una base imprenditoriale meno numerosa.
Le imprese artigiane crescono del 18,8% in un anno
All’interno di questo processo di riorganizzazione emerge il ruolo delle micro e piccole aziende. Dal 2019 le imprese artigiane impegnate nella movimentazione delle merci, nel magazzinaggio e nelle attività collegate ai trasporti sono raddoppiate. Nell’ultimo anno il loro tasso di sviluppo ha raggiunto il 18,8%.
Secondo Confartigianato Trasporti Veneto, la capacità di adattare rapidamente servizi, mezzi e organizzazione permette alle realtà artigiane di rispondere alla crescente frammentazione delle consegne. La sfida, tuttavia, riguarda la possibilità di trasformare l’aumento dei volumi in margini economici adeguati, migliorando produttività e forza contrattuale nei rapporti con committenti e grandi operatori.
Nel 2025 il saldo delle imprese comprese nel perimetro Ateco del magazzinaggio e dei servizi di supporto è rimasto pressoché stabile, con una variazione negativa dello 0,2%. Il dato conferma che l’espansione delle attività non coincide con un aumento generalizzato degli operatori.
E-commerce a 40,1 miliardi e 489 milioni di pacchi
La crescita dei flussi è alimentata soprattutto dall’evoluzione delle abitudini di acquisto. Nel 2025 il commercio elettronico italiano di prodotti ha raggiunto un valore di 40,1 miliardi di euro, con un aumento del 6%. Nel primo semestre sono stati movimentati oltre 489 milioni di pacchi, il 4,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2024.
A sostenere il lavoro di corrieri, magazzini e imprese di trasporto sono la moltiplicazione degli ordini, la riduzione delle quantità acquistate in ogni singola operazione e la gestione dei resi. L’incremento delle consegne non riflette infatti una crescita equivalente dei consumi complessivi, ma una distribuzione più frammentata delle merci.
Il quadro economico regionale rimane debole. Nel 2025 il prodotto interno lordo del Veneto è cresciuto dello 0,1% e i consumi reali dello 0,4%. Produzione manifatturiera ed esportazioni hanno registrato entrambe una diminuzione dello 0,2%. Le vendite al dettaglio sono salite dello 0,8% in valore, ma sono scese dello 0,6% considerando le quantità acquistate.
Porto di Venezia in crescita per merci e container
In controtendenza rispetto ad alcuni indicatori economici regionali si colloca il Porto di Venezia. Nel 2025 le merci movimentate sono aumentate del 4,9%, mentre il traffico dei container ha registrato una crescita dell’11,3%.
Per Michele Varotto, presidente di Confartigianato Trasporti Veneto, il comparto sta attraversando una trasformazione strutturale: aumentano i volumi e i punti operativi, mentre la base imprenditoriale si concentra. In questo scenario le aziende artigiane devono recuperare marginalità e ridurre la dipendenza da condizioni contrattuali poco favorevoli.
Tra le misure proposte figurano contratti indicizzati, applicazione delle clausole di adeguamento legate al prezzo del carburante, incentivi alle reti d’impresa, investimenti nella digitalizzazione e sistemi organizzativi capaci di ridurre i viaggi effettuati senza carico.
Quasi 34mila assunzioni previste, ma mancano autisti
Nel 2025 le imprese venete dei trasporti, della logistica e del magazzinaggio avevano programmato circa 33.980 nuovi ingressi lavorativi. La carenza di conducenti qualificati resta però uno dei principali ostacoli allo sviluppo del comparto.
Paolo Brandellero, presidente del Gruppo Logistica di Confartigianato Imprese Veneto, evidenzia che molte aziende dispongono di carichi e commesse, ma non riescono a reperire il personale necessario per gestirli. Il conseguimento delle patenti superiori e della Carta di qualificazione del conducente richiede costi elevati e tempi considerati poco compatibili con le esigenze delle imprese e dei giovani interessati a entrare nel settore.
Confartigianato chiede contributi strutturali per sostenere l’accesso alle abilitazioni, percorsi formativi più rapidi e un collegamento stabile tra autoscuole, enti di formazione e aziende. L’associazione propone inoltre la creazione di un osservatorio permanente regionale che analizzi separatamente autotrasporto, magazzinaggio, corrieri e servizi di supporto, offrendo dati utili per definire interventi specifici per ciascun segmento.
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