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IGP no food, Veneto in testa con Murano e Burano

19/05/2026

IGP no food, Veneto in testa con Murano e Burano

Il Veneto accelera sulle nuove IGP no food e porta in prima fila il Vetro di Murano e il Merletto di Burano, prime domande italiane pubblicate sul Bollettino ufficiale. Il punto sull’iter nazionale è stato fatto nella sede di Confartigianato Imprese Veneto, dove sono stati presentati i dati aggiornati al 13 maggio: sul portale telematico dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi risultano depositate 15 domande di registrazione su almeno 94 produzioni artigianali e industriali potenzialmente candidabili in Italia.

Prime pubblicazioni per Vetro di Murano e Merletto di Burano

Delle 15 domande presentate, 6 hanno già superato la verifica di conformità e completezza documentale e sono state trasmesse alle Regioni per il parere. La Regione Veneto è risultata la più rapida nella fase istruttoria, con le candidature del Vetro di Murano e del Merletto di Burano arrivate per prime alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale.

La pubblicazione apre ora la fase delle eventuali opposizioni da parte di terzi, che durerà due mesi. Al termine di questo passaggio, il Ministero potrà trasmettere la decisione favorevole all’EUIPO, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, per l’avvio della registrazione europea definitiva delle indicazioni geografiche artigianali e industriali.

Per il sottosegretario alle Imprese e al Made in Italy, Mara Bizzotto, il nuovo sistema rappresenta un passaggio storico per la tutela del Made in Italy manifatturiero e artigiano. Le indicazioni geografiche, ha evidenziato, permettono di riconoscere e proteggere formalmente il legame tra prodotto e territorio, valorizzando competenze, tradizioni e identità produttive.

Contraffazioni e “Murano sounding” nel mirino

La nuova procedura nazionale di registrazione, digitalizzata e gratuita, nasce anche per contrastare contraffazioni, evocazioni indebite e fenomeni di Italian sounding, con particolare attenzione ai mercati internazionali e all’ambiente digitale. Nel caso del vetro artistico veneziano, la questione assume un rilievo diretto.

Sergio Malara, direttore di Promovetro, ha ricordato che il dossier del Vetro di Murano è stato il primo presentato in Italia. L’obiettivo principale è contrastare il cosiddetto “Murano sounding”: secondo i dati illustrati, esistono 42 etichette e denominazioni che associano impropriamente prodotti al vetro di Murano, mentre circa l’85% di questi articoli sarebbe realizzato fuori dall’Italia.

Per il Merletto di Burano, il presidente dell’associazione dedicata, Massimiliano Zane, ha posto l’accento sulla continuità produttiva e culturale. La tutela della denominazione, ha spiegato, deve accompagnarsi a formazione, nuove generazioni e riconoscibilità del prodotto, per evitare la dispersione di un patrimonio unico.

Boschetto: “Ora fare squadra su altre produzioni venete”

Confartigianato Imprese Veneto guarda già alle prossime candidature. Il presidente Roberto Boschetto ha indicato le potenzialità di lavorazioni come il ferro battuto, la Ceramica di Nove, il marmorino veneziano e i mobili in giunco. Produzioni diverse, ma accomunate da competenze antiche, qualità manifatturiera e forte identità territoriale.

Secondo Boschetto, le IGP no food possono diventare una leva essenziale contro imitazioni e concorrenza sleale. Serve però un lavoro coordinato tra imprese, associazioni e istituzioni, insieme a tempi europei rapidi, in linea con l’accelerazione impressa da Regioni e Ministero.

Il presidente di Confartigianato Veneto ha collegato il tema delle IGP anche alla nuova legge quadro sull’artigianato. Molte imprese, ha osservato, continuano a operare secondo logiche profondamente artigianali pur non rientrando più pienamente nei parametri normativi attuali. Una recente indagine Censis-Confartigianato 2025 indica che oltre il 55% delle micro e piccole imprese non artigiane possiede caratteristiche tipiche dell’imprenditore artigiano: quasi 2 milioni di realtà produttive.

Il mobile d’arte tra Verona e Padova

Tra le filiere citate figura anche il distretto del mobile d’arte e dello stile “in arte povera” tra Verona e Padova. Maurizio Cattai, presidente della Federazione legno e arredo di Confartigianato Imprese Veneto, ha richiamato il valore storico di un’area che affonda le proprie radici nella tradizione dell’intarsio del legno fin dal Cinquecento e che oggi coinvolge oltre mille aziende lungo tutta la filiera.

Alla conferenza erano presenti anche Luca De Carlo, presidente della 9ª Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare del Senato, Siro Martin, presidente di Confartigianato Venezia città metropolitana, e Matteo Masat, direttore di Confartigianato Venezia, che ha accompagnato il percorso di candidatura di Vetro di Murano e Merletto di Burano. Proprio Masat ha evidenziato la complessità tecnica della nuova normativa e la necessità di assistere le imprese nella costruzione di dossier solidi, coerenti con i requisiti europei.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to