Mestre, maltratta la moglie: allontanato con braccialetto elettronico
19/05/2026
La Polizia di Stato di Venezia ha eseguito a Mestre l’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare nei confronti di un uomo ritenuto responsabile di maltrattamenti e lesioni ai danni della moglie. Il provvedimento, disposto dall’Autorità giudiziaria, prevede anche il divieto di avvicinamento alla parte offesa e l’applicazione del braccialetto elettronico.
L’aggressione e la richiesta di aiuto
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la donna avrebbe subito per tempo condotte violente e vessatorie da parte del marito, sia sul piano fisico sia su quello psicologico. La situazione sarebbe precipitata nei giorni scorsi, quando l’uomo l’avrebbe aggredita con particolare violenza, arrivando anche a un tentativo di strangolamento.
Dopo l’episodio, la giovane è riuscita a chiedere aiuto a un’amica. È stata proprio quest’ultima ad allertare le forze dell’ordine e a convincerla a raggiungere gli uffici del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Mestre, dove la donna ha potuto raccontare quanto accaduto agli agenti.
I poliziotti hanno rilevato evidenti segni di lesioni al volto e al collo. Dagli approfondimenti è poi emerso un quadro più ampio di presunti maltrattamenti ripetuti, che secondo la denuncia sarebbero avvenuti anche in passato, compreso il periodo in cui la donna era incinta.
Allontanamento urgente e divieto di avvicinamento
Alla luce degli elementi raccolti, l’Autorità giudiziaria ha ritenuto sussistenti fondati motivi per considerare le condotte dell’uomo un pericolo grave e attuale per l’integrità fisica della moglie. Per questo è stato disposto l’allontanamento d’urgenza dalla casa familiare, eseguito immediatamente dal personale del Commissariato di Mestre.
La misura è stata accompagnata dal divieto di avvicinamento alla parte offesa e dall’applicazione del braccialetto elettronico, strumento utilizzato per controllare il rispetto delle prescrizioni imposte. Il provvedimento punta a interrompere la convivenza e a garantire alla vittima una tutela immediata, in una situazione ritenuta dagli inquirenti ad alto rischio.
Gli accertamenti hanno riguardato anche il contesto familiare ed economico in cui la donna viveva. La vittima, disoccupata e madre di tre bambini piccoli, avrebbe continuato a subire le condotte del marito anche perché priva della possibilità di mantenere autonomamente sé stessa e i figli.
Rilevata anche una possibile violenza economica
Proprio questo aspetto ha portato gli inquirenti a ipotizzare anche una forma di violenza economica. All’esito delle risultanze raccolte, il Gip ha disposto nei confronti dell’uomo l’obbligo di versare alla moglie quanto necessario per il mantenimento dei tre figli.
La misura economica si aggiunge alle prescrizioni cautelari già applicate e tiene conto della condizione di dipendenza materiale in cui la donna si sarebbe trovata. Un elemento che, secondo la prospettazione investigativa, avrebbe inciso sulla possibilità della vittima di sottrarsi prima alla situazione di maltrattamento.
Il procedimento penale è ancora in corso. La posizione dell’uomo resta quindi sottoposta al vaglio dell’autorità giudiziaria e la sua eventuale responsabilità dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile.
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