Venezia, arrestato per oltre 360 file pedopornografici
22/06/2026
Un uomo è stato arrestato nel Veneziano dalla Polizia di Stato perché gravemente indiziato di detenzione di un’ingente quantità di materiale pedopornografico. L’operazione è stata condotta dagli investigatori del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Veneto, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia.
L’indagine partita da una segnalazione internazionale
Gli accertamenti hanno preso avvio da una segnalazione arrivata attraverso i canali di cooperazione internazionale di polizia, collegata all’attività di monitoraggio del National Center for Missing & Exploited Children degli Stati Uniti. La verifica ha portato gli investigatori a individuare un account utilizzato per caricare e conservare su una piattaforma cloud numerosi file raffiguranti abusi sessuali su minori.
Sulla base degli elementi raccolti, l’Autorità giudiziaria ha disposto una perquisizione personale, domiciliare e informatica. L’attività è stata eseguita dagli specialisti della Polizia Postale, che hanno proceduto al controllo dei dispositivi nella disponibilità dell’indagato.
Sequestrati dispositivi informatici
Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati diversi supporti digitali. Le prime analisi forensi, svolte con strumenti specialistici, hanno permesso di accertare la presenza di oltre 360 file tra immagini e video di contenuto pedopornografico.
Alla luce delle evidenze emerse durante gli accertamenti tecnici, gli operatori hanno proceduto all’arresto in flagranza per il reato di detenzione di ingente quantità di materiale pornografico realizzato utilizzando minori di 18 anni.
Arresto convalidato dal Gip
L’Autorità giudiziaria ha disposto per l’uomo la misura degli arresti domiciliari. Successivamente, al termine dell’udienza di convalida, il Giudice per le Indagini Preliminari ha convalidato l’arresto.
L’operazione rientra nelle attività di contrasto ai reati di sfruttamento sessuale dei minori online, ambito nel quale la cooperazione internazionale tra forze di polizia, organismi specializzati e fornitori di servizi digitali consente di individuare account, archivi cloud e condotte illecite riconducibili alla circolazione di materiale di abuso.
Il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità della persona sottoposta a indagine dovrà essere accertata in via definitiva soltanto con sentenza irrevocabile di condanna.
Articolo Precedente
Veneto, Bitonci: crescono i prestiti a famiglie e imprese
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.