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Venezia, campagna nei supermercati contro le truffe agli anziani

30/07/2026

Venezia, campagna nei supermercati contro le truffe agli anziani

È stata presentata mercoledì 29 luglio, nella sede della Questura di Venezia, la nuova campagna di prevenzione contro le truffe ai danni degli anziani e delle persone vulnerabili. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Polizia di Stato e Alì Supermercati, che utilizzerà la propria rete commerciale per diffondere consigli pratici e indicazioni utili a riconoscere i tentativi di raggiro.

Manifesti e QR code nei punti vendita Alì

Il progetto è stato illustrato durante un incontro con la stampa al quale hanno partecipato il questore di Venezia, Antonio Sbordone, e il presidente di Alì S.p.A., Gianni Canella. Al centro della campagna c’è un video informativo realizzato dalla Questura veneziana insieme all’Associazione nazionale della Polizia di Stato.

Il filmato ricostruisce alcune delle modalità utilizzate con maggiore frequenza dai truffatori e indica come comportarsi di fronte a telefonate, visite a domicilio o richieste sospette. Il linguaggio scelto è semplice e immediato, così da rendere il messaggio accessibile anche a chi ha meno dimestichezza con gli strumenti digitali.

Alì Supermercati esporrà all’ingresso dei propri punti vendita appositi manifesti corredati da un QR code. Inquadrandolo con uno smartphone, i clienti potranno accedere direttamente al video pubblicato sul canale YouTube dell’azienda. I contenuti saranno rilanciati anche attraverso i profili social del gruppo, con l’intento di coinvolgere familiari, amici e persone che assistono quotidianamente cittadini anziani o fragili.

I consigli della Polizia contro i raggiri

La campagna richiama l’attenzione su alcuni comportamenti che possono ridurre il rischio di cadere in una truffa. La Polizia invita a diffidare delle telefonate nelle quali vengono richiesti con urgenza denaro, gioielli o informazioni riservate, soprattutto quando l’interlocutore sostiene che un familiare si trovi in difficoltà.

È inoltre raccomandato di non aprire la porta a persone sconosciute che si presentano come tecnici, funzionari pubblici, rappresentanti di aziende o appartenenti alle Forze dell’Ordine senza che sia stato fissato un appuntamento verificabile. Dati personali, codici bancari, numeri delle carte e credenziali di accesso non devono essere comunicati per telefono o consegnati a domicilio.

In presenza di una richiesta anomala, il consiglio è interrompere la conversazione, contattare direttamente il familiare citato e chiedere l’intervento delle Forze dell’Ordine. La tempestività può impedire la consegna di denaro e consentire agli investigatori di raccogliere informazioni utili sugli autori del tentativo di truffa.

Sbordone: «La tutela degli anziani è una priorità»

Il questore Antonio Sbordone ha evidenziato il valore della collaborazione tra istituzioni e imprese nella diffusione dei messaggi di sicurezza. L’attenzione è rivolta soprattutto agli anziani, che dopo un raggiro possono subire conseguenze economiche rilevanti e un forte danno emotivo, legato alla perdita di fiducia e al senso di vulnerabilità.

«La sinergia tra imprese e istituzioni ci permette di agire in modo incisivo sulla prevenzione, informando e rendendo più consapevoli tutti i cittadini», ha dichiarato Sbordone. Il questore ha ribadito che la diffusione capillare della campagna punta ad aumentare la capacità delle persone fragili di riconoscere i pericoli e di chiedere aiuto prima di compiere operazioni irreversibili.

Gianni Canella ha ricordato che migliaia di cittadini frequentano ogni giorno i supermercati Alì. Utilizzare questi spazi di prossimità per una campagna sociale permette quindi di portare il messaggio anche a persone che potrebbero non intercettare le tradizionali comunicazioni istituzionali.

La collaborazione avviata a Venezia affida ai punti vendita un ruolo diretto nella prevenzione. Attraverso i manifesti, il video e la condivisione sui social, Questura e azienda intendono raggiungere sia le potenziali vittime sia le loro reti familiari, favorendo un controllo diffuso e una segnalazione più rapida degli episodi sospetti.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to