Venezia, frodi online e controlli a Bibione: sette perquisizioni
04/08/2026
Sette perquisizioni eseguite in diverse regioni nell’ambito di un’indagine sulle cosiddette “truffe dei like” e cinque attività commerciali controllate a Bibione durante un servizio straordinario. Sono i risultati di due distinte operazioni condotte dalla Polizia di Stato di Venezia sul fronte della criminalità informatica e della sicurezza nelle località turistiche. Le attività hanno portato al sequestro di documentazione bancaria e titoli di credito, oltre all’accertamento di irregolarità riguardanti lavoratori, vendita di alcolici ai minori, licenze e commercio abusivo.
La falsa offerta di lavoro e i primi compensi da pochi euro
L’indagine sulle frodi informatiche è stata coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia e condotta dalla Sezione operativa del Centro operativo per la sicurezza cibernetica della Polizia Postale per il Veneto. Gli accertamenti sono iniziati dopo la denuncia presentata da un residente veneziano, contattato attraverso WhatsApp, Telegram e piattaforme social con la promessa di un’attività flessibile e ben remunerata.
Il sistema utilizzato viene definito “task scam”. Alle vittime vengono assegnati incarichi molto semplici, come mettere “mi piace” a video pubblicati su piattaforme conosciute, recensire strutture alberghiere oppure seguire determinati canali social. Per ogni operazione vengono promessi compensi compresi tra 2 e 5 euro.
Nella fase iniziale, secondo la ricostruzione investigativa, l’organizzazione accredita realmente piccole somme sui conti degli utenti. I primi pagamenti servono a conquistare la loro fiducia e a rendere credibile l’opportunità lavorativa. Successivamente, le persone vengono inserite in gruppi Telegram riservati e invitate a versare denaro per accedere a incarichi più redditizi o partecipare a presunti investimenti in criptovalute.
Conti bloccati e richieste di ulteriori versamenti
Quando i depositi raggiungono importi di migliaia di euro, i gestori della falsa piattaforma bloccano il conto virtuale della vittima. Per ottenere lo sblocco vengono quindi richieste altre somme, indicate come tasse, commissioni, penali o costi amministrativi. Una volta esaurita la capacità economica della persona truffata, i contatti vengono interrotti e il denaro diventa difficilmente recuperabile.
Gli investigatori veneziani hanno ricostruito la rete di conti correnti sui quali sarebbero confluiti i proventi delle frodi. Le somme venivano frazionate e, in diversi casi, trasferite verso l’estero per rendere più complessa la tracciabilità dei movimenti finanziari.
Le analisi informatiche e bancarie avrebbero permesso di individuare una filiera composta da prestanome e presunti promotori del sistema. Sulla base degli elementi raccolti, la Procura di Venezia ha emesso sette decreti di perquisizione locale, personale e informatica, eseguiti su tutto il territorio nazionale.
Durante le operazioni sono stati individuati i titolari di alcuni conti utilizzati per ricevere il denaro e sequestrati titoli di credito, dispositivi e documentazione bancaria. Il materiale sarà ora sottoposto a ulteriori verifiche per ricostruire il percorso delle somme e individuare eventuali altre persone coinvolte.
Bibione, verifiche in cinque attività commerciali
Un secondo intervento ha interessato Bibione, dove nel fine settimana sono stati svolti controlli straordinari nei pubblici esercizi. Il servizio ha coinvolto il Commissariato di Pubblica sicurezza di Portogruaro, la Guardia di Finanza del Gruppo di Portogruaro e la Polizia locale di San Michele al Tagliamento.
Gli operatori hanno verificato cinque attività commerciali, controllando licenze, autorizzazioni, condizioni di impiego del personale e rispetto delle regole sulla somministrazione di bevande alcoliche. In uno degli esercizi, i titoli necessari allo svolgimento dell’attività sarebbero risultati particolarmente carenti.
Nel corso degli accertamenti sono stati individuati alcuni lavoratori impiegati irregolarmente. È stata inoltre contestata la somministrazione di alcolici a persone con meno di 18 anni. Tra le violazioni rilevate figura anche la presenza di un lavoratore minorenne addetto alla vendita di bevande alcoliche e impegnato dopo le ore 22, oltre la fascia oraria consentita.
Sanzioni e sequestri contro il commercio abusivo
La Polizia locale ha eseguito ulteriori controlli in materia di abusivismo commerciale, applicando sanzioni e disponendo sequestri. La Divisione di Polizia amministrativa e sociale della Questura di Venezia proseguirà ora l’istruttoria relativa alle irregolarità amministrative riscontrate nei locali.
Durante il servizio sono state identificate circa 20 persone, dieci delle quali straniere. L’intervento rientra nel rafforzamento della vigilanza nelle località balneari interessate da un’elevata presenza di turisti, con verifiche rivolte sia alla sicurezza delle attività economiche sia alla tutela dei lavoratori e dei clienti.
Il procedimento relativo alle frodi informatiche si trova nella fase delle indagini preliminari. Le responsabilità delle persone coinvolte dovranno essere accertate dall’Autorità giudiziaria e resta valido il principio di presunzione di non colpevolezza fino a un’eventuale sentenza definitiva.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to