Venezia, skimmer alle biglietterie: denunciati due uomini
05/08/2026
Avrebbero installato dispositivi illegali per acquisire e clonare i dati delle carte di pagamento all’interno delle biglietterie automatiche della stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia. Due uomini di nazionalità romena sono stati identificati dalla Polizia di Stato e denunciati all’Autorità giudiziaria con l’ipotesi di aver agito in concorso. Gli investigatori li hanno rintracciati nella struttura ricettiva in cui alloggiavano, il giorno precedente alla loro prevista partenza dall’Italia.
Piccoli fori sui lettori contactless delle biglietterie
L’indagine è partita dopo la segnalazione di alcune anomalie rilevate sulle emettitrici automatiche di Trenitalia collocate nell’atrio della stazione veneziana. Sui lettori contactless erano comparsi piccoli fori, particolare che ha fatto ipotizzare una manomissione delle apparecchiature.
Gli agenti della Polizia ferroviaria hanno verificato le condizioni delle biglietterie e richiesto l’intervento del personale specializzato della Polizia postale. Durante il sopralluogo tecnico, eseguito direttamente sulle macchine interessate, sono stati individuati dispositivi di tipo “skimmer”, progettati per intercettare dati identificativi e codici di sicurezza delle carte utilizzate dagli utenti.
Le apparecchiature clandestine sono state rimosse, sottoposte a sequestro penale e messe a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Gli accertamenti tecnico-scientifici dovranno chiarirne il funzionamento, la capacità di memorizzazione e l’eventuale quantità di informazioni acquisite prima della scoperta.
I sospettati individuati attraverso le telecamere
Per risalire agli autori della manomissione, gli investigatori hanno analizzato le registrazioni degli impianti di videosorveglianza della stazione. L’estrazione di alcuni fotogrammi, confrontata con altri elementi tecnici e informativi, ha permesso di circoscrivere l’attenzione sui due uomini.
All’attività hanno partecipato il Servizio Polizia postale e per la sicurezza cibernetica, il Centro operativo per la sicurezza cibernetica Veneto e il Compartimento Polizia ferroviaria per il Veneto. Le informazioni raccolte attraverso il monitoraggio nazionale del fenomeno hanno contribuito all’identificazione dei sospettati e alla ricostruzione dei loro movimenti.
Secondo quanto emerso dalle indagini, i due sarebbero entrati in Italia alla fine di giugno passando dall’aeroporto di Bologna. Dallo stesso scalo avrebbero dovuto lasciare il Paese dopo il soggiorno. Individuata la struttura ricettiva utilizzata dalla coppia, gli agenti hanno informato il pubblico ministero della Procura di Venezia titolare del fascicolo.
Sequestrati telefoni, schede Sim e strumenti da lavoro
Il Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Bologna ha collaborato al monitoraggio e al pedinamento dei due uomini, consentendo agli investigatori di intervenire prima della loro partenza. I sospettati sono stati raggiunti nell’alloggio il giorno precedente al viaggio programmato verso l’estero.
La perquisizione della stanza ha portato al sequestro di materiale ritenuto compatibile con la manomissione di sistemi di pagamento elettronico. Sono stati trovati telefoni cellulari, schede Sim, batterie di alimentazione, cavi per collegamenti elettrici e trasmissione dati, oltre a utensili di varia tipologia.
I due uomini sono stati denunciati e risultano indagati in stato di libertà. Il materiale sequestrato sarà esaminato per verificare eventuali collegamenti con altri episodi simili e stabilire se i dispositivi siano stati installati anche su ulteriori apparecchiature.
Il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini. Le responsabilità contestate dovranno essere accertate nel corso del processo e potranno considerarsi definitive esclusivamente in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.