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Venezia, quattro arresti tra Jesolo e operazione Butterfly

28/07/2026

Venezia, quattro arresti tra Jesolo e operazione Butterfly

Quattro persone sono state arrestate dalla Polizia di Stato nel corso di due distinte operazioni condotte tra Venezia, Jesolo e altre province del Veneto. Il primo intervento ha riguardato i controlli straordinari svolti durante il fine settimana nelle aree turistiche di Jesolo, dove un uomo è stato fermato dopo il tentativo di sottrarre una collana d’oro a un giovane. Altri tre arresti sono stati eseguiti nell’ambito dell’operazione “Butterfly”, un’indagine della Polizia Postale sulla detenzione e condivisione online di materiale pedopornografico.

Jesolo, 175 persone identificate durante i controlli

Nella notte tra sabato e domenica, gli agenti hanno intensificato la vigilanza nelle zone di Jesolo caratterizzate dalla maggiore presenza di turisti e giovani. Il servizio ha portato all’identificazione di 175 persone, tra cui 25 cittadini stranieri.

Nel corso delle verifiche, due soggetti sono stati denunciati per furto e sono stati emessi cinque ordini di allontanamento dalle cosiddette zone rosse. Le misure sono state adottate nell’ambito delle attività rivolte al contrasto della criminalità diffusa e alla prevenzione di episodi capaci di compromettere la sicurezza nelle aree maggiormente frequentate.

Una parte rilevante del dispositivo è stata organizzata in occasione del Random party, evento che nella serata di sabato ha richiamato migliaia di giovani. Alla gestione della sicurezza hanno partecipato il personale del Commissariato di Jesolo, il Reparto Mobile di Padova e l’Arma dei Carabinieri.

Collana strappata durante il Random party

Durante la manifestazione, gli addetti ai servizi di sicurezza hanno segnalato agli agenti un uomo indicato come responsabile di una tentata rapina. Secondo la ricostruzione fornita dalla Polizia, il soggetto avrebbe strappato una collana d’oro dal collo di un giovane, tentando poi di allontanarsi.

Nel corso della fuga avrebbe colpito la vittima e alcuni amici intervenuti per fermarlo. Il personale addetto alla sicurezza è riuscito a bloccarlo fino all’arrivo dei poliziotti, che lo hanno arrestato con l’accusa di tentata rapina impropria.

Un secondo soggetto, ritenuto un possibile complice, è stato denunciato in stato di libertà. Gli accertamenti dovranno chiarire il ruolo delle persone coinvolte e ricostruire nel dettaglio le fasi dell’episodio.

Operazione Butterfly, cinque perquisizioni in Veneto

La seconda attività ha interessato le province di Venezia, Rovigo e Verona. La Polizia di Stato ha eseguito cinque perquisizioni nei confronti di persone di età compresa tra 24 e 52 anni, individuate nell’ambito di un’indagine sullo scambio di immagini e video raffiguranti abusi sessuali su minori.

Tre persone sono state arrestate in flagranza con l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico, aggravata dall’ingente quantità. Due degli arrestati risiedono nel Polesine, mentre il terzo è residente nel territorio veneziano. Altri due soggetti, uno nel Veneziano e uno nel Veronese, sono stati indagati in stato di libertà.

L’operazione “Butterfly” è stata condotta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica del Veneto, sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia. L’attività è stata coordinata sul piano operativo dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online, con il supporto delle sezioni specializzate di Verona, Vicenza e Rovigo.

Sequestrati dispositivi informatici

L’indagine ha avuto origine da una collaborazione internazionale di polizia ed è proseguita attraverso analisi dei flussi telematici, verifiche sulle piattaforme digitali e incroci di dati investigativi. Secondo gli inquirenti, i cinque soggetti sarebbero stati inseriti in circuiti virtuali utilizzati per la condivisione di materiale illecito.

Durante le perquisizioni sono stati sequestrati numerosi computer, telefoni e altri dispositivi informatici. Il contenuto sarà sottoposto ad accertamenti forensi per ricostruire le condotte contestate, verificare l’esistenza di ulteriori utilizzatori e individuare eventuali collegamenti con reti nazionali o internazionali.

I procedimenti relativi alle due operazioni si trovano nelle fasi preliminari. Le responsabilità delle persone indagate e arrestate potranno essere definitivamente accertate soltanto con una sentenza irrevocabile di condanna, nel rispetto della presunzione di non colpevolezza.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to